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Vitalizi: i promotori del referendum rispondono a Bardi

18/01/2026

"Ma quale sistema contributivo, la maggioranza ha approvato un vero e proprio vitalizio. Nessuno riceve una pensione dopo cinque anni di contributi". È netta la risposta del comitato referendario per l'abolizione dei minivitalizi, che smentiscono le affermazioni di Bardi. "L'indennità differita è un privilegio inaccettabile anche senza retroattività e senza attingere al fondo per fini benefici. È un vitalizio proprio perché è volontario, mentre i contributi previdenziali sono obbligatori. Un passo indietro che toglie 1600 euro al mese dalle tasche dei lucani per ogni consigliere regionale. Una riforma vergognosa che cancelleremo con il referendum".

"Andiamo avanti – confermano i promotori – e insistiamo per l'abrogazione completa degli articoli 16 e 17 del collegato. Sono il frutto di una libera e scellerata scelta politica di Bardi e della sua maggioranza. Se cercheranno di modificarli con una pezza a colori, faremo abrogare anche la loro nuova foglia di fico. E il presidente Bardi, che si proclama garante della trasparenza, sa dirci dove prenderà i soldi per finanziare i vitalizi, ora che è costretto dalla vergogna a cambiare copertura finanziaria? Pagheranno i lucani, come sempre?".

"Non è vero quello che dice Bardi sul modello adottato da 16 Regioni – aggiungono i promotori del referendum – perché quel modello, sbagliato e discutibile, non era obbligatorio e una politica responsabile non lo avrebbe seguito. Invece si è scelto liberamente di usarlo come pezza di appoggio per resuscitare i vitalizi".

"E non è vero neanche che l'hanno seguito – rincarano – perché il modello non prevede la reversibilità, che la maggioranza ha disegnato a misura di tutti i familiari dei consiglieri, peraltro anche perpetuando una discriminazione maschilista tra padre e madre del premorto. E sul finanziamento, la Regione ha scelto in piena libertà di attingere al fondo sociale. Queste retromarce imbarazzate non ingannano nessuno".

"La priorità dei lucani è la spesa dei fondi pubblici nell'interesse generale della collettività. Neanche un euro deve transitare nei vitalizi" insistono i promotori. "La gravità di questo atto ci fa temere la sussistenza di profili di responsabilità erariale. È una previsione che è destinata a distogliere denaro pubblico dalle politiche pubbliche essenziali e che si pone in diretto contrasto con gli obblighi di riduzione dei costi della politica. Nei prossimi giorni interesseremo la Procura regionale della Corte dei conti con un esposto".

"Ci dispiace per il presidente Bardi ma le sue dichiarazioni non pongono fine proprio a nulla" continuano i promotori del referendum. "Anzi confermano la necessità del referendum. La verità è che non ha il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Lo dica: lui è favorevole alla reintroduzione dei vitalizi. Noi no. Siamo solo all'inizio di una estesa mobilitazione popolare a difesa della sanità, della scuola e degli interessi della nostra comunità".

"Non siamo contro la politica, siamo contro i privilegi" concludono i promotori del referendum abrogativo. "La nostra intenzione resta dar voce all'indignazione dei cittadini, ai loro sentimenti di rivalsa davanti all'ingiustizia, davanti alla negazione di diritti fondamentali per difendere grandi e piccoli privilegi. Sarà un referendum dal significato profondo, rivolto a tutte le coscienze civili della comunità. Correttivi e sotterfugi non lo fermeranno".



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