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| Tricarico:il futuro delle aree interne al centro del dibattito di Italia Nostra |
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28/06/2026 | La riapertura degli uffici di piano in Regione, un maggiore coinvolgimento dei sindaci, una politica in grado di dare risposte alle aree interne con una programmazione mirata e di grande interesse per le risorse culturali e una decisa azione a sostegno della Rabatana. Sono stati questi i temi salienti del convegno svoltosi sabato mattina nella Bibiloteca Rocco Scotellaro di Tricarico, dal titolo: “Mezzogiorni interno nei 70 anni di Italia Nostra, Riflessioni e Prospettive” organizzato da Italia Nostra Sezione Medio Basento, dal Comune di Tricarico, da Greenpharma Potenza, dall'Associazione ex Consiglieri e Parlamentari della Regione Basilicata, dalla Pro Loco di Tricarico, dall'Accademia Tiberina e dall'Accademia della Ruralità. Un convegno a più voci, quello promosso da Enza Spano responsabile Italia Nostra Sezione Medio Basento che ha inteso sviluppare tematiche interessanti per il mezzogiorno d'Italia facendo leva sulla presenza di autorità e esperti che hanno discusso la condizione attuale del sud Italia alle prese tra spopolamento e crisi demografica, dalla perdurante crisi dei servizi fino alle inevitabili conseguenze sul piano occupazionale. Una tavola rotonda, quella moderata da Domenico Totaro, Presidente Sezione Senisese di Italia Nostra che ha inteso discutere le disuguaglianze tra nord e sud focalizzando l'attenzione sulla messa a sistema di nuove forme di sviluppo sostenibile che possono consentire di limitare il gap tra il Mezzogiorno d'Italia e il nord. Al convegno hanno preso parte Gerardo Lisco, ricercatore indipendente di Scienza della Politica, Pancrazio Toscano, scrittore, poeta e ex Sindaco di Tricarico, Isabella Marchetta, Presidente Regionale Italia Nostra, Michele Radice, Presidente Associazione ex Parlamentari e Consiglieri di Italia Nostra, Paolo Popia, Presidente Sezione Rabatana, Corrado Ievoli, Ordinario di Economia ed Estimo Rurale presso l'Università del Molise, Paolo Carbone, Presidente dell'Accademia della Ruralità, Nicola Pascale, Presidente dell'Accademia Tiberina, lo studioso Edoardo Croci, Sergio Vellante, già Professore Ordinario presso l'Unibas e la poetessa Annamaria Basso e il Vice Sindaco di Tricarico, Pietro Battaglia. Presente in sala l'ex Sindaca di Tricarico Lina Marchisella. Isabella Marchetta ha sviluppato il tema del Mezzogiorno d'Italia: “Penso che ovviamente è un tema che ci interessa non come meridionali ma come cittadini della nostra nazione, quindi va declinato in termini di specificità territoriale senza perdere la visione d'insieme. Non mancano i problemi ma per fortuna il saldo è attivo ma perché abbiamo delle potenzialità e quindi possiamo gestire i nostri territori in maniera intelligente oculata e con lungimiranza e risolvere tante criticità apparentemente insormontabili”. Enza Spano, responsabile Italia Nostra Sezione Basento ha sviluppato le tematiche salienti del settantennio di Italia Nostra: “Siamo ormai a 70 anni di Italia Nostra presente sui territori. Il primo presidente nazionale Zanotti Bianco ha lavorato, ha fatto ricerche in Basilicata, non era lucano, era del nord ma è venuto qui a studiare, è venuto qui a fare delle proposte. Vicino a lui c'era Rocco Scotellaro che era grande amico di Bassani. Bassani insieme a Zanotti Bianco è tra i fondatori di Italia Nostra e sono certa che Rocco Scotellaro se fosse vissuto sarebbe stato tra i fondatori. Quindi è da lui che dobbiamo imparare a condividere, a parlare con tutti quanti gli altri e a fare rete con tutte le associazioni e con la popolazione. La partecipazione corale è fondamentale per la scelta di obiettivi e di strategie da portare avanti”. Sergio Vallante ha chiuso la carrellata di pareri sottolineando aspetti di sicuro richiamo per il futuro del Mezzogiorno; “Sostanzialmente noi partiamo da lontano. Siamo partiti 80 anni fa. Dopo dieci anni è nata Italia Nostra, Italia Nostra sta camminando, il mezzogiorno interno ha cambiato configurazione territoriale sociale in questi settant'anni e ci approssimiamo ad affrontare i problemi del Mezzogiorno interno, della sua sostenibilità non più in ambito nazionale ma nell'ambito internazionale riferito alla nuova questione euro meridionale che presuppone una nuova unione europea”- |
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