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| Festa Pensionati Cia: 6 pensionati lucani su 10 delle aree rurali lucane sono vicini alla soglia di povertà |
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21/10/2025 | In media 6 pensionati su 10 delle aree rurali lucane sono vicini alla soglia di povertà: un rapporto di gran lunga più allarmante di quello relativo alla media sia regionale che nazionale. Il rendiconto Inps Basilicata per il 2024 riferisce che sono soprattutto le pensioni di invalidità , superstiti e vecchiaia quelle “più povere” con forti penalizzazioni per le donne coltivatrici pensionate che hanno una differenza di indennità rispetto agli uomini tra 250 e 300 euro al mese. Da questa condizione di disagio sociale, diffusa in tutto il Sud, è partita la “Festa Interregionale Anp-Cia”, l’Associazione Nazionale Pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, che si è svolta a Vieste con 600 delegati provenienti da Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia. Al termine l’annuncio che la Festa 2026 si svolgerà in Basilicata.
“Serve un nuovo patto per il Mezzogiorno d’Italia. Non solo in Basilicata, ma in tutte le regioni del Sud Italia molti anziani vivono con pochi servizi nelle aree interne e nelle zone rurali che stanno perdendo progressivamente sempre più abitanti”, è stato evidenziato. “Gli agricoltori che vivono nelle loro campagne sono un presidio del territorio, se ne prendono cura contro fenomeni come il dissesto idrogeologico, producono le eccellenze agroalimentari italiane. Devono essere messi nelle condizioni di continuare a svolgere questo ruolo e di trasmetterlo ai giovani con un ricambio generazionale che contrasti l’abbandono del territorio e l’emigrazione”.
SERVIZI, PENSIONI MINIME, SANITÀ. Nei loro interventi, sia Alessandro Del Carlo, presidente nazionale di Anp-Cia, che Matteo Valentino, vice nazionale e presidente regionale dell’associazione, hanno richiamato l’esigenza di costruire una sanità territoriale più vicina a cittadine e cittadini delle aree interne e rurali. Alessandro Mastrocinque, presidente nazionale Patronato Inac, ha rimarcato la necessità di aumentare le pensioni minime agricole, “spesso inferiori ai livelli di sussistenza”. Questioni sentite non solo al Sud, ma in tutta Italia, come ha fatto rilevare Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, intervenuto in remoto.
Nelle campagne –evidenzia l’Anp-Cia- si vivono le situazioni più difficili: se in Italia quasi un pensionato su due vive con meno di 1.000 euro al mese, nelle aree rurali la media percepita si abbassa notevolmente, ed è proprio qui che si registra la massima concentrazione di pensioni minime, inferiori alla soglia di 500 euro mensili. Nelle zone di campagna i “morsi” della crisi sono amplificati e si inaspriscono i toni del disagio sociale, soprattutto per gli ultrasessantacinquenni. Si tratta di una categoria di per sé vulnerabile -spiega l’Anp Cia- ma che nella congiuntura economica attuale rischia di sprofondare in una situazione ancora più drammatica.
Gli ultrasessantenni –è stato evidenziato – sono circa il 25 per cento della popolazione ed entro il prossimo decennio raggiungeranno il 35 per cento. Attualmente oltre l´80 per cento (in pratica 8 su 10) degli anziani chiede servizi sociali, sanitari e assistenziali pronti ed efficienti. E nelle campagne la carenza è strutturale ed è aggravata dai recenti tagli alla sanità e in particolare al Fondo per la non auto-sufficienza, che grava in particolar modo su anziani e pensionati. Per questo non si può più perdere tempo: c’è l’esigenza di lavorare a una riqualificazione di queste aree, prendendo le misure locali di intervento per le non autosufficienze, nonché tutte le provvidenze economiche agli indigenti, eliminando incongruenze e abusi e, contemporaneamente, offrendo un sostegno vero e efficace a chi è in reale stato di bisogno.
PREMIATI. Ciascuna delle cinque delegazioni regionali ha premiato le sue tesserate e i suoi tesserati storici: per la Basilicata, riconoscimento a Mauro Caprioli, storico dirigente di Cia di Lavello. |
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