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| Sant'Andrea Avellino:'per l'anniversario della Beatificazione solo silenzio'' |
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28/09/2024 | Nelle antiche biografie si legge “S. Andrea Avellino venne in luce in Castro Nuovo Terra della Provincia di Basilicata nel Regno di Napoli l’anno 1521” e ricevette al battesimo il nome di Lancellotto che poi, diventato teatino, cambiò in Andrea.
La nostra terra, la Basilicata, è conosciuta in tutto il mondo proprio perché gli diede i natali.
Sant’Andrea Avellino era molto stimato, era venerato già in vita, dal popolo e dai potenti italiani e stranieri dell’epoca.
Il 10 novembre 1608, mentre si accingeva a celebrare la Messa ai piedi dell’altare della Cappella della Chiesa napoletana di San Paolo, fu colto da un colpo apoplettico e morì.
Dopo la sua morte molte lettere furono inviate a Roma dai personaggi più in vista d’Europa contenenti una premurosa impazienza di vederlo iscritto nell’albo dei Santi.
Inoltre, fu fondamentale il ruolo svolto dai deputati rappresentanti delle città di Napoli e di Palermo.
Il primo processo informativo iniziò nel Palazzo Arcivescovile di Napoli il 9 dicembre 1609, solo un anno dopo la sua morte, anche grazie alle pressanti sollecitazioni del viceré di Napoli e di altri Signori, molti dei quali erano stati penitenti di Andrea Avellino e avevano ricevuto grazie sia in vita che dopo la sua morte.
Furono attivati altri processi in molte altre città dove aveva svolto il suo apostolato o dove aveva operato miracoli.
Il 28 settembre 1624, quattro secoli fa, Urbano VIII firmò un Breve Apostolico con il quale aderiva al decreto fatto dalla Sacra Congregazione dei Riti con cui veniva dichiarato solennemente beato Andrea Avellino, sedici anni dopo la morte.
Ci furono festeggiamenti in moltissime città italiane e anche a Madrid alla presenza di Filippo IV e della regina Isabella di Borbone.
Subito dopo la beatificazione molte città si attivarono per averlo come Protettore e Patrono. Tra le prime Napoli, Palermo, Bitonto, il Regno di Sicilia, Messina, Piazza Armerina, l’isola di Capri, Vico Equense, Cosenza, Anglona (sede della diocesi di nascita dell’Avellino), Castronuovo, Sant’Arcangelo, Tursi, Stigliano, Senise, Roccanova, Capua, Lecce, Benevento, Gardone di Riviera, Montoro.
Dopo la canonizzazione, avvenuta il 22 maggio 1712, ci furono tante altre città, in Italia e all’estero.
In tutta la Basilicata le istituzioni, religiose e culturali, dovrebbero fare squadra per celebrarlo degnamente.
Attualmente, purtroppo, dobbiamo constatare, con amarezza, che regna il silenzio.
Nicola Arbia |
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