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| Un volume dedicato a Colobraro e pubblicato anche in Argentina |
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5/07/2024 | “Colobraro. Un paese, una storia, una cultura” del prof. Michele Crispino, scomparso il 21 settembre 2017 a Vicenza dove ha trascorso gran parte della sua esistenza dedicandosi all’insegnamento di materie letterarie negli istituti superiori nonché scrivendo diversi saggi ed opere di narrativa, è un volume di storia locale ben documentato e di facile lettura.
La prima edizione risale al 1984 (in occasione del decimo anniversario della fondazione della Cassa Rurale e Artigiana di Colobraro e Valsinni), mentre una seconda, densa di integrazioni ed ampliamenti, è uscita verso la metà degli anni ’90 per conto della BCC di Colobraro-Valsinni. Prossimamente dovrebbe uscire una terza edizione (con ulteriori note ed integrazioni) curata da Battista D’Alessandro ed alla quale Michele Crispino aveva dato il suo assenso.
In attesa della nuova edizione, la seconda è stata oggetto di un’accurata traduzione in spagnolo e pubblicata in Argentina nel marzo del 2017.
Un’edizione limitata, destinata, in modo specifico, alle famiglie di origini colobraresi presenti nel Paese sudamericano e delle quali una folta presenza si registra a Campana, una cittadina della provincia di Buenos Ayres fondata nel 1875 e giunta oggi a contare 90mila abitanti circa.
Promotore dell’iniziativa, nonché traduttore dell’opera di Crispino, Miguel Angel Martinetto La Canna, in seguito alla visita al paese della valle del Sinni avvenuta nell’estate del 2006 e da dove i suoi antenati si trasferirono in Argentina tra la fine dell’800 e gli inizi del secolo scorso.
“Un libro tradotto in spagnolo -scrive Miguel Angel in una breve nota- per i discendenti dei colobraresi che abitarono nella città di Campana e che sono molti affinché possano leggere la storia del paese, e forse, trovare qualche racconto, parole e usanze dei propri genitori e nonni”.
“Colobraro. Un paìs, una historia, una cultura” curata con passione e come doveroso omaggio di Miguel Angel per ricordare propri nonni, Giuseppe Maria La Canna e Rosa Maria Caivano.
In chiusura, il traduttore fornisce un’elenco delle famiglie di discendenti dei colobraresi residenti a Campana: La Gioia, Giordanelli, Labriola, Modarelli, Altieri, Lucarelli, Caivano, Rimoli, Ciancio, Marsico, La Canna, Gulfo, Betanzo Gagliardi, Mazzei, Caruso Carraruolo, Benevento, Donadio, Barletta, Curzio, Bloise, Fortunato, Marchisio, Simione, Breglia.
Una iniziativa importante che evidenzia il legame, ancora oggi fortemente avvertito, tra i discendenti di quelle famiglie ed il borgo dal quale partirono i loro antenati per tentare, all’epoca, di costruirsi una nuova vita (e per tantissimi lo è stato) perché l’importante ieri (come oggi) è non fare morire i sogni e la speranza che tutto possa cambiare. Riscoprire le proprie origini significa, forse, continuare a sognare: la terra di partenza che diventa quella del ritorno. Dopo oltre un secolo.
Battista D’Alessandro
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