|
|
| ''In ricordo di don Peppe Diana a trent’anni dal suo martirio'' |
|---|
18/03/2024 | “Siamo preoccupati”. A Natale del 1991 don Peppe Diana e altri preti iniziavano con queste parole il loro appello “Per amore del mio popolo non tacerò”.
Erano preoccupati non solo per una Camorra che incuteva “sempre più paura” e morte, ma anche per il “disfacimento delle istituzioni civili” e “per una inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità che creano sfiducia negli abitanti dei nostri paesi”.
Oggi a trent’anni da quel 19 marzo 1994 in cui don Peppe fu ammazzato il miglior modo per onorarne la memoria ed ereditarne l’impegno in questa nostra regione è quello di affermare senza mezzi termini che anche noi oggi “siamo preoccupati”.
E anche noi non tanto e non solo per una presenza malavitosa che in Basilicata nonostante le recenti brillanti operazioni giudiziarie continua in silenzio ad essere presente sul territorio, ma soprattutto – ci sia consentito – per un disfacimento che sempre più negli ultimi tempi ci sembra di vedere nell’attuale dibattito politico, nelle sue modalità e nei suoi linguaggi, e per una sempre più pervasiva inefficienza “delle politiche occupazionali e della sanità” che creano una crescente sfiducia in tante persone ma soprattutto nel mondo giovanile. E siamo preoccupati perché se il disfacimento a cui don Peppe faceva riferimento nel suo appello aveva consentito “l’infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli”, il disfacimento del dibattito politico a cui ci sembra di assistere nella nostra regione sta spalancando le porte ad una massiccia infiltrazione di logiche populiste e di disaffezione dei cittadini dalla politica intesa come bene comune.
E allora ricordare oggi don Peppe Diana significa che anche noi “per amore del nostro popolo” non possiamo tacere dinanzi a macchinazioni, strategie e decisioni politiche che stanno volando alto rispetto ai reali bisogni dei lucani e che stanno allontanando sempre più la vita reale della gente dalla sacralità delle Istituzioni.
Anche noi, come don Peppe e gli altri preti scrivevano in quell’appello, “tra qualche anno non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia “siamo rimasti lontani dalla pace… abbiamo dimenticato il benessere… La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso, … dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare… sono come assenzio e veleno”.
don Marcello Cozzi
|
|
| | |
archivio
| ALTRE NEWS
|
2/07/2026 - A S. Severino Lucano il libro di Don Marcello Cozzi: “Non interferite. Il sangue dei preti sull’altare delle mafie”
Nella serata di ieri, a S. Severino Lucano presso il Centro Visite, Don Marcello Cozzi ha presentato il suo ultimo libro: “Non interferite. Il sangue dei preti sull’altare delle mafie”(Edizioni San Paolo). Ad organizzare l’incontro, il Comune di S. Severino Lucano, le Parroc...-->continua |
|
|
|
|
2/07/2026 - Presentati a Potenza i premiati del Premio Pro Loco Basilicata
Presentati a Potenza nel corso della conferenza stampa presso l'auditorium Casa Bcc Basilicata i premiati dell'edizione 2026 del Premio Pro Loco Basilicata Italìa. Il Premio Pro Loco Basilicata Italìa è promosso dall'Ente Pro Loco Basilicata Aps con il sostegn...-->continua |
|
|
|
|
2/07/2026 - Festa della Bruna, mons. Ambarus: ''La fede nasce dall’attesa e dall’umiltà''
"La fede nasce solo quando c'è l'attesa. Se Dio non lo attendiamo più, non lo invochiamo con un atteggiamento di mancanza, difficilmente lo potremo incontrare". È il cuore dell'omelia pronunciata questa mattina alle 4.30 in Piazza Duomo a Matera da mons. Benon...-->continua |
|
|
|
|
1/07/2026 - “Restore My Soul”: il nuovo singolo dei Krikka Reggae con Mama Marjas
Pubblicato oggi su tutte le piattaforme digitali "Restore my soul", il singolo della band lucana contenuto, insieme al precedente "Non puó finire cosí", nel nuovo album in uscita il prossimo autunno, e che vanta la collaborazione con la nota cantante Mama Marj...-->continua |
|
|
|
|
E NEWS
|
WEB TV
|