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| A Pisticco Scalo l'iniziativa ''Vietato Morire'', seconda edizione |
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23/11/2023 | Con la 2ª edizione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne che ricorre anche quest'anno il 25 del c.m. intendiamo contribuire attivamente al processo di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul tema della violenza di genere, quanto mai attuale dopo le ultime e drammatiche ore nel ritrovamento del corpo di Giulia Cecchetin, ennesimo episodio di femminicidio, altra vittima. La violenza di genere continua ad essere un fenomeno diffuso, che denota un significativo vuoto culturale sul tema della DIGNITÀ della donna. Per questo le istituzioni formative hanno il preciso dovere di alzare il sipario sulle cause che la determinano e sul contributo che i vari campi della scienza possono offrire per identificarne le cause ed estirparla. Per le donne vivere è sempre un atto di coraggio. Sembra incredibile a dirsi, perché vivere dovrebbe essere l'atto più naturale del mondo, ma c'è qualcosa che ricorda sempre loro che in qualsiasi momento possono diventare prede di una violenza che ha origini antiche e, purtroppo, socialmente radicate. Nel 2023, secondo il rapporto aggiornato ogni settimana dal Ministero dell'Interno Omicidi volontari e violenza di genere, da gennaio fino a oggi si sono registrati 295 omicidi, con 106 vittime donne, di cui 87 uccise in ambito familiare/affettivo (55 per mano del partner/ex partner). Non si tratta solo di lottare attivamente contro il femminicidio e gli abusi fisici e psicologici, ma anche contro il linguaggio e i comportamenti dominanti nella nostra società quando schiacciano le donne, relegandole a ruoli secondari, facendole sentire giudicate per le loro scelte personali, limitandole nella libertà di espressione, costringendole ad adeguarsi a modelli socialmente accettati perché di stampo patriarcale. Papa Francesco nel messaggio alla campagna contro la violenza sulle donne organizzata da Rai Radio1 Gr1 e Cadmi D.I.Re. afferma: «La violenza sulle donne è una velenosa gramigna che affligge la nostra società e che va eliminata dalle radici. E queste radici sono culturali e mentali, crescono nel terreno del pregiudizio, del possesso, dell'ingiustizia... Quante donne sono sopraffatte dal peso e dal dramma della violenza! Quante sono maltrattate, abusate, schiavizzate, vittime della prepotenza di chi pensa di poter disporre del loro corpo e della loro vita, obbligate ad arrendersi alla cupidigia degli uomini... In troppi luoghi e troppe situazioni le donne sono messe in secondo piano, sono considerate 'inferiori', come oggetti: e se una persona è ridotta a una cosa, allora non ne se ne vede più la dignità, la si considera solo una proprietà di cui si può disporre in tutto, fino addirittura a sopprimerla... Ma dove c'è dominio c'è abuso! Non è amore quello che esige prigionieri... Da come trattiamo la donna, in tutte le sue dimensioni, si rivela il nostro grado di umanità». Ogni occasione mancata nel fermare queste violenze è un'occasione che perdiamo nel dare alle donne un futuro in cui possano finalmente vivere senza paura e agli uomini la possibilità di liberarsi da standard di comportamento aggressivi, repressivi e basati sul possesso delle donne e dei loro corpi. Abbiamo tutti il dovere di agire per fermare tutto questo. Non restiamo indifferenti! È necessario agire subito a tutti i livelli, con determinazione, urgenza, coraggio. |
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