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| Poesia a Chiaromonte: il ritorno di Maria Pina Ciancio |
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31/07/2023 | Dopo tanti - lunghissimi - anni di assenza, la comunità di Chiaromonte è felicissima di riabbracciare e riaccogliere una donna, un'insegnante, una scrittrice e poetessa che, pur essendo stata di passaggio, in una vita di migrazioni, ha impresso un ricordo indelebile nel cuore di tante generazioni di piccoli chiaromontesi: Maria Pina Ciancio, già storica professoressa dell'allora Istituto Comprensivo "S. Lucia" di Chiaromonte (oggi I.C. "Don Bosco", con sede principale in Francavilla in Sinni), torna in veste di autrice per presentare la sua ultima uscita fresca di stampa, la raccolta poetica D'argilla e neve, pubblicata questo mese dall'Editore Giuliano Ladolfi e prefazione di Andrea di Consoli, nella collana Perle. L'evento, che avrà luogo lunedì 7 Agosto 2023, dalle ore 18,30 in Piazza Umberto I, si inserisce nel più grande progetto del Patto Locale per la Lettura del Lagonegrese, cui il Comune di Chiaromonte ha aderito, e che già da mesi, in collaborazione con la Biblioteca Comunale, ha contribuito a vivacizzare i luoghi della cultura del paese, promuovendo la buona abitudine della lettura attraverso numerose iniziative che spaziano dalle presentazioni di libri a giornate immerse nel mondo delle fiabe dedicate ai più piccoli.
Al richiamo di casa il migrante risponde sempre con grande emozione e partecipazione: è bastato un rapido scambio di messaggi con l'ex-alunna Graziella D'Agostino, volontaria e curatrice di numerosi eventi del Patto, per organizzare l'incontro che la comunità attendeva da tempo. L'autrice fa ritorno al nido ideale, sulle cime soleggiate del Parco Nazionale del Pollino, per portare all'attenzione del pubblico la sua storia, luci e ombre di strade e percorsi sempre nuovi, vicini e lontani. Un'opera poetica travagliata, che racconta l'esperienza di una lucana nel mondo: un destino di migrazioni, intrecci, partenze, traversate e nuovi approdi; un viaggio che muove il corpo ma soprattutto lo spirito, tra nostalgia di un passato - e una patria - lontano, che riaffiora nel presente con echi sonori e visivi.
Immagini, voci, ricordi, che si presentano nitidi e precisi, riferimenti di un'anima vagante che (re)esiste tra ieri e oggi, che affonda le sue radici ovunque si posa, senza sradicarsi mai. La Lucania è onnipresente: lungi dall'essere un abbozzato quadro fiabesco, la terra dell'autrice si caratterizza per la sua essenza e concretezza, nelle stradine di paese, nel dramma della gente che parte e che resta, nei pomodori dell'orto del padre, nella sua voce viva e inconfondibile che affiora in modo particolare nelle cinque poesie in dialetto sanseverinese che completano e impreziosiscono la raccolta.
Alla recitazione dei componimenti si accompagnerà il suono di una chitarra nostalgica, che troverà espressione in piccoli intermezzi musicali a cura della volontaria ed ex-alunna, Chiara De Santo. Un racconto introspettivo, intimo e profondo, che l'autrice regala agli affezionatissimi lettori, i quali possono trovare nelle parole di Ciancio uno specchio che riflette anche le loro storie.
Il filo rosso delle migrazioni, che unisce - purtroppo - sempre più lucani nel mondo, lega le poesie l'una all'altra, tenendo insieme un'opera di ricerca delle proprie radici, ideali e reali, dai tratti spesso duri e malinconici. Nello spazio di una piccola piazzetta di paese, tra le pietre e le case che costudiscono le memorie del tempo che fu, di un passato remoto e atemporale, l'autrice ripercorre frammenti sparsi di vita per la ricostruzione del proprio io, dell'identità individuale; il canto drammatico dell'io poetico, che abbraccia e dà voce ad un sentire spesso collettivo, che accomuna, accorcia ogni distanza e unisce.
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