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| Viaggio alla scoperta dell’Enotria lucana per riscrivere le origini della viticoltura |
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17/07/2023 | Dopo Firenze e Viggiano anche Chiaromonte ospiterà il 21 luglio 2023, presso il Museo archeoantropologico Lodovico Nicola di Giura, la presentazione del volume: Fra le montagne di Enotria. Forma antica del territorio e paesaggio viticolo dell’Alta Val d’Agri, edito dall’Istituto Geografico Militare, a cura di Stefano Del Lungo (CNR-ISPC). Il volume è frutto della volontà congiunta dell’Istituto Geografico Militare, che lo ha inserito nella ricorrenza dei 150 anni dalla sua nascita, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, attraverso l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (sede di Potenza), e del Consorzio di Tutela DOC Terre dell’alta Val d’Agri.
Dalle ore 17.30, dopo i saluti istituzionali del sindaco, Valentina Viola, della vicepresidente della ProLoco “Le Torri”, Graziella D’Agostino, e del presidente dell’Associazione Grotte di Chiaromonte, Antonio Rossi, gli Autori presenteranno le nuove scoperte interdisciplinari su viticolture e vini nella Basilicata antica, riunite in un’ampia e approfondita ricerca sulla regione storica dell’Enotria lucana. Indagini ampelografiche e analisi genetico-molecolari (Angelo Raffaele Caputo, Vittorio Alba – CREA-VE) sono legati alle Scienze Storiche (Stefano Del Lungo, Agata Maggio – CNR-ISPC; Dorangela Graziano - Archivista), Archeologiche (Teodora Cicchelli - Archeologa; Annarita Sannazzato – CNR-ISPC) e Antropologiche (Ada Preite, Antonio Affuso - Archeologi), nel lungo periodo dall’età micenea a quella romana. Un intreccio volto a porre in relazione paesaggi viticoli, forma del territorio, varietà, vigneti e cantine-grotta, quest’ultime maggiormente documentate nelle vallate dell’Agri-Sinni.
Le comunità protostoriche dell’appennino lucano, stimolate dai contatti con la civiltà micenea, si evolvono nel tempo in produzioni specializzate, tra cui la viticoltura che esigeva sempre più l’impiego di una costante manodopera e una approfondita conoscenza delle specie da coltivare, dei cicli di produzione, delle tecniche di vendemmia, di vinificazione e conservazione del vino. Così, progrediti ed esperti viticoltori appariranno gli Enotri agli occhi dei coloni greci sbarcati sulle coste tirreniche e ioniche dell’Italia meridionale nel corso dell’VIII secolo a.C. Omero nell’Odissea descrive la sorpresa e le sensazioni provate dai naviganti nel trovare, nella rotta verso Occidente “sul mare colore del vino”, quei popoli tramandati dalle leggende marinare micenee, pratici in agricoltura e nell’estrazione e lavorazione dei metalli.
Viticoltura e luoghi ancestrali, sedi di narrazioni e rappresentazioni mitiche sul vino, sono, fin dall’antichità, le grotte; antri per figure mitologiche come il ciclope Polifemo o di divinità orgiastiche come Dionysos. Paesaggi rupestri con cavità utilizzate come cantine-grotta sono note nell’areale enotrio Agri-Sinni, quali sedi di importanti microeconomie familiari. L’indagine condotta sul campo dagli archeologi Ada Preite e Antonio Affuso e presentata, tra gli altri contributi interdisciplinari, nel volume “Fra le montagne di Enotria” evidenzia, come nel caso di Chiaromonte, come tali realtà rappresentino ancora oggi uno straordinario patrimonio ambientale, storico e socioeconomico comunitario da preservare e valorizzare.
Le conclusioni saranno a cura dell’Assessore all’Ambiente, Territorio ed Energia della Regione Basilicata, Cosimo Latronico.
Modererà i lavori Rosa Ciminelli (Biblioteca Civica di Chiaromonte).
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