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Due anime lucane nelle Fiabe dei Fratelli Grimm in cartellone a Napoli

16/11/2022

Dopo il successo dei progetti “Esopo tra Favola e Musica” e “Gruzzolino”, l’Assoflute Associazione Musicale è lieta di annunciare la nascita di un nuovo spettacolo musicale dedicato alle Fiabe dei Fratelli Grimm. L’interpretazione de “I Musicanti di Brema” e “Il Principe Ranocchio”, rappresentate in questo nuovo lavoro, sarà ancora una volta affidata alla splendida voce di Veronica Maya affiancata dai musicisti del Millennium Ensemble: Fabio Angelo Colajanni al flauto, Massimo Lamarra all’oboe, Emanuele Geraci al clarinetto, Paolo De Gasperis al corno e Gaetano Lo Bue al fagotto. Il Presidente dell’Assoflute nonché Direttore Artistico del progetto, Fabio Angelo Colajanni, ha voluto ringraziare tutti gli artisti e le persone che hanno reso possibile la realizzazione di questo lavoro. “Ancora una volta ci siamo avvalsi di fiabe per educare i bambini e le loro famiglie all’ascolto della musica classica e alla conoscenza degli strumenti musicali” – ha spiegato il Maestro Colajanni che ha poi aggiunto - “Voglio rivolgere un particolare ringraziamento a Veronica Maya, preziosa presenza, per l’entusiasmo con cui ha accolto e condiviso questo progetto, al Maestro Bonafine e Vincenzo Corraro per l’ottimo lavoro musicale e letterario, all’amico Giovanni Iannozzi per l’originale lavoro grafico e a tutti gli straordinari musicisti del Millennium Ensemble per la dedizione e la professionalità che li contraddistinguono”.
In occasione dell’importante debutto Domenica 27 Novembre alle ore 18.00 presso il Teatro Trianon Viviani di Napoli, abbiamo voluto intervistare il compositore Giuseppe Bonafine, autore delle musiche di questo spettacolo, e Vincenzo Corraro, autore dei testi. Entrambi lucani.

Com’è nata l’idea di un progetto musicale sulle fiabe dei F.lli Grimm?

(G.B.): L’idea di realizzare le due fiabe è nata grazie al M° Colajanni che mi propose di comporre la musica per un nuovo lavoro, che fosse la prosecuzione ideale del già avviato progetto “Esopo tra Favola e Musica” mantenendo lo stesso organico: voce recitante e quintetto di fiati. Accettai senza alcuna esitazione ma, quando iniziai a mettermi a lavoro per scegliere il testo da musicare, mi si presentò davanti un ventaglio enorme di possibilità essendo la letteratura di fiabe e favole vastissima. Cominciai a spulciare diversi libri e, man mano che procedevo, la mia attenzione si focalizzava sempre di più sugli autori di area mitteleuropea e in particolare sui F.lli Grimm. Mi affascinava tantissimo l’ambientazione a metà tra il fantastico e il reale, il primo rappresentato da fate, elfi, castelli incantati, cavalli alati e streghe, il secondo da una società prettamente feudale formata da regnanti (re, regine, principi, cavalieri) e sudditi (il più delle volte gente umile come contadini e poveri artigiani); la commistione tra questi due mondi è, secondo me, l’ingrediente segreto che conferisce a queste fiabe un fascino ancora fresco e intatto dopo secoli.
Un’altra caratteristica che mi attirava era il tema del riscatto, presente nella maggior parte delle fiabe, che personaggi umili, talvolta maltrattati dalla vita, grazie alla loro intelligenza, intraprendenza e volontà riuscivano ad ottenere; cosa che mi sembrava degna di essere proposta a dei bambini, proprio per l’alto valore educativo che possedeva. Così, col passare delle settimane, si facevano largo, tra la moltitudine dei testi letti, due fiabe semplici, belle, divertenti, ma che portano con sé dei grandi insegnamenti basilari: “I musicanti di Brema” e “Il principe ranocchio”.
A questo punto, bisognava trovare un professionista che adattasse il testo originale dei Grimm alla nuova forma che stava nascendo, e decisi di contattare lo scrittore lucano Vincenzo Corraro, mio conterraneo. Appena gliene parlai mostrò subito entusiasmo e così iniziammo a lavorare spalla a spalla: io gli proponevo un tema musicale e lui se ne lasciava ispirare per scrivere le scene, lui mi proponeva una scena e io ne traevo una nuova sequenza musicale. Questo rapporto con l’autore dei testi letterari è stato molto importante per realizzare il tipo di musica che avevo in mente per questo lavoro molto particolare, una musica che descrivesse le immagini evocate dal testo e amplificasse le emozioni dei personaggi, quasi come in una colonna sonora di un film. Insieme a lui sono nate anche le due canzoni presenti nelle fiabe musicali che sono funzionali al racconto e offrono la possibilità di coinvolgere il pubblico interattivamente.

(V. C.): È stato un lavoro di grande intesa e assai formativo. Non avevo mai scritto per bambini, ne ho avuto sempre timore però poi mi sono lasciato guidare dalla lezione di Rodari e dalla sua straordinaria rilettura del fantastico e ho seguito questa strada. La scelta delle fiabe non è stata casuale. Sono due fiabe che insegnano il valore della libertà e del coraggio, le emozioni che segnano i passaggi nella vita, il riscatto di chi ha subito sopraffazioni come nei Musicanti di Brema o i desideri che si realizzano come nel Principe Ranocchio. E nella riscrittura dei testi ho lavorato su quelle sfumature che richiamassero i temi portanti, accentuando situazioni, a volte buffe e a volte drammatiche, grazie soprattutto alla sottolineatura dello spartito o nella scelta di parole che avessero già una certa musicalità. Le fiabe si sono un po’ allungate rispetto al testo originale e offrono un elemento abbastanza corposo di interattività che rende protagonisti i bambini. Poi mi è stata data la possibilità di scrivere anche due canzoni originali. Un’esperienza fantastica: i testi per bambini insegnano ad avere orecchio, a mettere insieme fantasia e concretezza, immagini e narrazione; ed è un’esperienza vertiginosa perché in due o tre minuti bisogna stupire, ammaliare, far riflettere, far cantare. E provare a parlare con sincerità al cuore dei più piccoli.



Cosa avete provato nel vedere i vostri lavori in cartellone in importanti teatri di tradizione come il Trianon Viviani di Napoli?

(G.B.): In generale, quando un compositore ascolta dal vivo la musica che ha scritto è un po’ come vedere un proprio figlio nascere. Chiaramente, l’intensità delle emozioni che si provano nelle due esperienze (parlo anche da papà) non sono paragonabili, ma l’emozione che si prova è dello stesso tipo. C’è da dire che per questo progetto io sono stato particolarmente fortunato a lavorare con un gruppo di artisti con cui si è creato un circolo virtuoso: da un lato la mia disponibilità “sartoriale” ad attagliare perfettamente la mia musica alle loro caratteristiche, dall’altro la loro ad accettare le modifiche proposte da me prova dopo prova; tutto questo mi ha permesso di crescere tantissimo come compositore. Quando poi succede che la tua opera venga inserita nella stagione del Teatro Trianon a Napoli, la soddisfazione si decuplica, perché, al piacere di cui parlavamo, si aggiunge il pensiero che alla fine tanto lavoro è servito a qualcosa. Anche per questa opportunità devo ringraziare Mimmo Pesce, Presidente della Regione Campania del Consiglio Nazionale Diritti Infanzia (CONADI) che, insieme all’eccezionale Veronica Maya e il Millennium Ensemble, hanno fermamente creduto nel progetto e gli hanno permesso di comparire nel cartellone di un teatro storico così importante.

(V. C.). È una emozione impagabile. Esordire, come autore di testi, in un teatro così autorevole, nel tempio della cultura napoletana, del teatro di tradizione e della canzone di Napoli, fa decisamente un certo effetto. Gli spettacoli sino adesso sono andati bene, ai bambini queste fiabe musicali sono piaciute, la professionalità e la bravura di Veronica Maya e di tutti i musicisti sono sicuramente una garanzia, ma sapere che ciò che hai scritto va verso una platea più ampia e eterogenea, anche più esigente come può essere quella di un teatro importante, mette un po’ di ansia e di curiosità. Sono grato a questi straordinari musicisti, ai maestri Colajanni e Bonafine per aver creduto in me e nella mia scrittura e spero che il prosieguo degli spettacoli, dopo questa inaspettata tappa di Napoli, nelle scuole e nei teatri ci dia quell’entusiasmo e quella giusta alchimia per affrontate nuovi progetti.






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