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| Il mondo in versi di Francesco Golisciano |
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18/06/2022 | ''Sono poesie spietate, per contemplare, amare, gioire, riflettere, confrontarsi, raccogliersi''.
All'indirizzo della nostra redazione arriva una breve presentazione di una raccolta di poesie, pubblicata pochissimi giorni prima, che vedono come autore un lucano, giovanissimo (nato nel 1996) di Montalbano Jonico. E' lui stesso, Francesco Golisciano, a comunicarci l'avvenuta pubblicazione e la richiesta di poterne parlare, in qualche modo. Dopo pochi giorni arriva il libro: bianco, essenziale. La dedica è ''alla mia anima''.
Dell'autore so poco. Nel libro, oltre alla data e al luogo di nascita e alla notizia che non si tratta della sua prima pubblicazione, non c'è null'altro. Gli chiedo il perchè e lui risponde dicendo semplicemente che i protagonisti sono i suoi versi.
Ama e culla le parole, Francesco. Le ama e le culla talmente tanto che, sbirciando il suo profilo social, scopro che realizza anche raccolte poetiche completamente scritte a mano.
E mi viene in mente quel primo verso di ''Nobody home'' dei Pink Floyd che dice ''I've got a little black book with my poems in''.
Sono centodue le poesie che Francesco ci propone e che ha scritto nell’arco di tempo che va dai sedici ai venticinque anni e sono tutte raccolte rispettando un ordine cronologico. L'autore vuole così accompagnarci nel viaggio della sua vita, in uno dei periodi più straordinariamente complicati dell'esistenza di chiunque: quello che dall'adolescenza porta all'età più adulta, a quei ''20 anni in cui tutto è ancora intero'' e in cui ''si è stupidi davvero'' come canta Guccini.
Una crescita, quella di Francesco, che non appartiene soltanto alla fisionomia dei versi e alla scelta delle parole, ma che si traduce in una complessa, costante e ben visibile voglia di scrutare il mondo esterno attraverso il mondo che porta dentro di sé. O viceversa.
Forzati ad entrare in questo mondo,
l'incomprensibile ci ammazza.
L'ironia ci giova.
Ma la nostra vita
E' un'escursione
Percorsa da una persona in trance'' (...)
E il mio cuore si placa
nella promessa
di un incontro prossimo
E' una poetica sincera, che non vuole per forza stupire, che non indossa per forza l'abito buono della festa ma che, spesso, si fa grezza e nuda, come scultura scolpita nella roccia più che nel marmo bianco e levigato. Uno specchio davanti al quale, spero, molti giovani potranno riconoscersi. Una continua riflessione che rincuora e ci regala speranza.
Il pensier mio
nell'oblio notturno
ha vagato tra amore e morte.
I più bei cieli ha toccato,
come i più tormentati abissi.
Solcato il tempo
mi ritrovo desto
e più consapevole
Vorrei essere fonte
Concreta
Capace di donare
Verità e saggezza
Alla gente
Che mi ruota attorno
Mariapaola Vergallito |
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