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CaI Melfi: 'Quando camminare fa rima con scoperta e natura'

21/04/2022

Prende sempre più piede, a Melfi ed in tutto il territorio del Vulture, il camminare lento che è tipico degli escursionisti ma che trova nella sede Cai di Melfi un punto di riferimento forte e necessario, in considerazione delle tantissime iniziative che riescono a mettere in cantiere. Una attività che irradia il suo impegno sul territorio, e che sta coinvolgendo sempre più persone, adulti e famiglie ma anche molti giovani, allettati dal camminare insieme, conoscendo e condividendo la scoperta e la natura. Il tutto confermato anche dall’appuntamento concretizzato con una folta partecipazione nella scorsa pasquetta, con l’iniziativa “Antiche vie romane e masserie”, un percorso di 15,5 km nella zona che è andato alla scoperta di una serie di masserie fortificate, ville romane e grotte presenti nell’area che ha nello stabilimento Stellantis il suo culmine tecnologico e produttivo, ma che ha permesso a tanti di poter fare un interessantissimo tuffo nel passato, in una vita diversa, fortemente agricola ma che è stata anche in grado di trasferirci una serie di resti storici e vestigia di gran pregio, come confermato in questo tour, che il Cai di Melfi ha realizzato in collaborazione con l’Archeoclub. Una scoperta, il cosiddetto “basso melfese” che ha tanto di moderno, come appunto il polo automotive di San Nicola di Melfi, ma che è immerso in una natura rigogliosa che, di tanto in tanto, permette di incontrare ed anche scoprire, per i più, antichi siti che sono un ponte fantastico tra quel periodo ed il nostro, per un tuffo tra passato glorioso e presente, ed un occhio al futuro, se questi siti saranno poi recuperati e valorizzati, in un percorso specifico delle masserie, come fatto dal Cai di Melfi, tra Mendolecchia e Leonessa, con quest’ultima che è e resta un attivo borgo, Frazione di Melfi, ma con un suo essere ed un produttivo ed abitativo insediamento per tanti, che li vivono, lavorano, amano la terra e creano le occasioni di crescita anche per i figli di varie famiglie che sono nella zona. Masserie fortificate, con alcune di tipica ispirazione federiciana, altre romane con all’interno resti di pavimenti di pregio o con strutture ancora intatte e già presenti in pubblicazioni degli anni 30 del 900, per giungere anche alle Grotte del Gambino, dove vi è una villa romana visibile ma mai scavata per riportarla alla luce in maniera completa e transitare per Camarda Vecchia, parte terminale di un tratturo che arriva dalla vicina Irpinia e che si interseca, come illustrato durante l’escursione, col famoso “Tratturo Regio” che da Melfi arriva fino a Castellaneta, in Puglia, utilizzato come stazione di posta, ristoro per chi vi transitava, riparo per le greggi che si spostavano per la transumanza, già a partire dal 3° secolo A.C. e, tutt’intorno, resti di altri insediamenti, neolitici, romani, successivi, con alcune strutture in totale abbandono ma che, con l’escursionismo e la passione di tanti per il camminare lento nella natura ed il loro andare a caccia di storia e reperti di un tempo andato, possono essere riscoperti, recuperati ed anche valorizzati, creando un attrattivo turismo, tra ieri e oggi, grazie al camminare insieme del Cai.
Antonio Baldinetti



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