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| Nel V Centenario della nascita di Sant’Andrea Avellino una celebrazione che si rinnova |
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9/11/2021 | Può, la parola umana, tributare onore e devozione ad un Santo? Possono, i mezzi espressivi, significare il privilegio e il vanto di essere concittadini del più illustre figlio della nostra Terra, S. Andrea Avellino, al secolo Lancellotto Avellino?
Ben 413 anni addietro, il 10 novembre 1608, saliva in cielo un’anima profondamente magnanima, degna di essere accolta nel regno del Padre Celeste, un’anima che ha saputo spendere, nell’arco della vita terrena, i più nobili ed elevati sentimenti. La mattina del 10 novembre, nella chiesa di San Paolo Maggiore in Napoli, Padre Andrea dei Chierici Regolari Teatini si alzò, accompagnato dal fratello converso Giacomo Bellini, si avviò verso la sacrestia, dove preparò il calice e vestì gli abiti sacri per celebrare la Santa Messa. Mentre si avviava all’altare a stento le gambe lo sorreggevano. Salì i gradini dell’altare, pose il calice, preparò il messale e, inchinato il capo all’altare, scese per iniziare le preghiere, ma fece appena in tempo a pronunciare “Introibo ad altare Dei”. Colpito da apoplessia, stava per cadere a terra, ma fu sorretto dal fratello converso che subito lo soccorse e fu portato in sacrestia. Alle ventidue, dopo una lunga agonia, esalò l’ultimo respiro: la sua anima ritornò alla casa del Padre. Ancora oggi, la devozione della comunità di Castronuovo di S. Andrea verso il suo più illustre concittadino, continua a rimanere viva e fervente nel cuore di ognuno. Il reiterarsi delle sane, delle buone tradizioni, dà forza al senso e al valore dei riti consegnati nel tempo. E, torniamo a rivivere la condizione di attesa, con la festività religiosa in onore del Nostro Santo Andrea Avellino. Ma, questa nostra umana dimensione, in certi momenti ci è di ostacolo per capire come è stata spesa una vita così singolare, tanto da sembrare così distante nel tempo e, irrimediabilmente perduta. E Lancellotto continua ad essere un richiamo forte, un sostegno spirituale che apre e libera lo spirito al bisogno di Infinito che è nel cuore di ogni uomo. Le celebrazioni liturgiche e devozionali, presiedute da Padre Luis Rodriguez, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve, racchiudono, dal 1 novembre, al 9 novembre, la novena serale delle ore 17:30 con l’esposizione del Santissimo e la celebrazione della Santa Messa, con l’indulgenza plenaria per i fedeli che si protrarrà fino al 20 agosto 2022. La congrega organizza la veglia al nostro Santo Patrono, il 9 novembre, dalle ore 21, alle ore 23, perché ognuno possa condividere le proprie domande più profonde e le preoccupazioni del quotidiano e meditare sulla propria esistenza. Mercoledì 10 novembre, alle 11:30 la celebrazione della Santa Messa si svolge in un clima di preghiera e raccoglimento. Alle 16:00, la processione con il Santo Patrono, accompagnata dalla banda musicale, percorre le strade principali del paese. La Messa serale ed i fuochi pirotecnici portano a compimento i nostri riti umani, tesi a superare un’apparenza religiosa vuota di Dio. Amare Sant’Andrea significa averlo nel cuore, seguirlo con gli occhi della cristianità. Ed egli stesso ci invita con le sue parole ad “Ascendere, elevando la mente nostra dalle tenebre alle cose celesti, nella quale consiste la nostra vera ed eterna felicità”.
Prof.ssa Severina Di Pierro
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