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| Con 'Petrolio' Ulderico Pesce risveglia gli animi e salva una tela del '600 |
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16/08/2021 | Ulderico Pesce, attore e regista lucano, avendo visto nella cappella del Carmine di Gallicchio, una bellissima tela del De Ambrosio, conosciutissimo pittore del '600, ha voluto offrire gratuitamente il suo spettacolo "Petrolio" con l’intento di raccogliere fondi per il restauro del quadro. Intento riuscito in pieno. Grazie alla generosità dei partecipanti, si è raccolta una buona cifra, ma purtroppo non sufficiente per il lavoro di restauro. L'attore, si é quindi ripromesso di ripetere lo spettacolo in altri paesi, finché non si raggiunga la cifra occorrente. La comunità di Gallicchio, lo ringrazia per questa sua lodevole iniziativa.
Ulderico Pesce lo aveva preannuciato: "Vi racconterò del petrolio come nessuno mai ha fatto prima". Le aspettative dell' attento pubblico presente ieri sera a Gallicchio, non sono state disattese. Con grande e sottilissima ironia e momenti di pura commozione, ha messo in scena un grandissimo spettacolo/denuncia sull’estrazione petrolifera in Basilicata, da Viggiano a Tempa Rossa. Con grande coraggio ed una interpretazione magistrale ha messo a nudo tutto ciò che gira intorno a questa attività, a discapito del territorio e della salute pubblica. Ulderico denuncia esplicitamente l' inquinamento delle falde acquifere della Val d’Agri e del bellissimo lago del Pertusillo, l' aumento spropositato, rispetto ad altre zone d'Italia, nel periodo di osservazione, di casi tumorali e altre patologie, dovuti proprio all'attività di estrazione del greggio e al riversamento nel terreno di tonnellate dello stesso a causa di perdite dei vari serbatoi di stoccaggio e ribaltamento di cisterne in transito sul nostro territorio. Pone anche dei grossi interrogativi sulla morte dei dirigenti per la sicurezza a Viggiano e tempa rossa, trovati entrambi, stranamente "suicidi" dopo aver segnalato alle rispettive compagnie, anomalie nel funzionamento degli impianti, pericolose per l'ambiente e la nostra salute. Rimarca i tanti soldi elargiti da Eni e Total ai comuni del bacino e sperperati in sagre e concerti, senza creare concrete e durature occasioni di lavoro per i giovani che continuano inesorabilmente a partire per altre terre. Il tutto su una bella e triste trama di un lavoratore assunto dall' Eni con contratto a termine e, combattuto se denunciare, dopo la scoperta di un tumore che ha colpito la propria figlia, certe anomalie che da anni si verificano al centro oli e che nessuno ha avuto mai il coraggio di dir, con le dovute conseguenze e ritorsioni. Oppure conservare l’unica fonte di reddito della sua famiglia. Si affida alla madonna "nera", più volte citata nel monologo, per denunziare tutto.
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