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| ''Il grande cuore dei donatori che non si sono sottratti nemmeno durante l'emergenza Covid'' |
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18/09/2020 | “Bisogna ringraziare coloro che hanno continuato a donare nonostante il periodo che stiamo vivendo. Questo credo sia il messaggio più importante da diffondere anche nei confronti dei dirigenti delle associazioni e di quelli sanitari della Regione, affinché si impegnino sempre di più, tenendo presente i tanti donatori che anche in un momento difficile come quello legato all’emergenza Covid, non hanno fatto mancare il loro supporto, senza ricevere nulla in cambio. Che funga da stimolo per tutti”.
E’ questo il bel messaggio, intriso di gratitudine verso i donatori e di speranza per un sistema che necessita di costante attenzione anche da parte delle istituzioni, del dottor Michele Pizzuti, Responsabile dell’Unità operativa complessa di ematologia al ‘San Carlo’ di Potenza e, tra le altre cose, con un legame molto forte con il mondo dei volontari donatori di sangue (Pizzuti è, tra le altre cose, socio onorario della sezione Avis di Senise). Con lui abbiamo parlato dell’attuale situazione che, se da un lato, vede necessari gli appelli che giungono per incrementare la donazione in particolar modo dei gruppi sanguigni 0 negativo e positivo, B positivo e A negativo, dall’altro raccontano di un processo di donazione e di responsabilità che non si è mai fermato, nemmeno durante il lockdown.
“Abbiamo continuato a lavorare a ritmo quasi normale- ci dice- sia come day hospital che come reparto. L’ambulatorio è stato chiuso ma, rispetto alle donazioni, non ha inficiato nulla perché il sangue e le piastrine servono nel reparto e in day hospital. Per cui, oltre a proseguire nelle nostre attività, non abbiamo avuto particolari problemi nel senso che, tutto sommato, i donatori ci sono stati e siamo riusciti a sopperire alle necessità”.
Per cui, anche durante il lockdown, non è mancato il sostegno dei volontari.
“Ma questo non vuol dire che sia tutto tranquillo o che non ci siano problemi. C’è stato un periodo in cui, per le donazioni, poteva esserci una difficoltà maggiore e lo dico a prescindere dal Covid. Ma nel 2020 siamo riusciti a sopperire”.
Le difficoltà principali, almeno dai messaggi che giungono alle sedi, si riscontrano in riferimento alla carenza di determinati gruppi sanguigni, quali: 0 negativo e positivo, B positivo e A negativo.
“0 negativo, piuttosto che A negativo, sono sempre stati più rari. È chiaro che, se capitasse di curare un paziente affetto da leucemia acuta che abbia bisogno di trasfusioni per uno di questi due gruppi, andiamo in difficoltà. Tuttavia, magari sarà dipeso anche dai minori arrivi in Pronto Soccorso a causa della pandemia, siamo riusciti a sopperire alle richieste. A differenza dell’anno scorso, quando si è avvertita la paura che la Basilicata potesse perdere l’autonomia. Ma ripeto: il messaggio più importante che mi sento di dare è prima di tutto la gratitudine verso i donatori che non si sono fermati”.
Mariapaola Vergallito |
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