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| Un'antica fornace sulla Statale che 'si arrampica' sulla Val Sarmento: un recupero che profuma di Storia |
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2/09/2020 | Un’antica fornace per mattoni da sempre nascosta tra la vegetazione ai margini della SS 481 prende sostanza e forma dopo l’intervento degli uomini dell’Anas. Si tratta di un raro esempio di archeologia industriale, una piccola fornace che negli anni ha contribuito con i suoi maestri della creta a varie costruzioni. Bene, grazie alla sensibilità umana e culturale dell’Azienza Nazionale delle Strade e del responsabile di questo tratto il Sig. Leonardo Lufrano, che ne hanno compreso l’importanza, è stato deciso di pulire l’area e rendere visibile questa piccola industria legata alla storia delle costruzioni. Un piccolo intervento, ma molto significativo. Ora ci si attende il restauro e il recupero. Il sindaco di San Paolo Albanese, Antonio Mosè Troiano, si metterà in contatto con i vertici dell’Anas Basilicata, per coordinare gli interventi necessari.
Attraverso questa fornace si potrà parlare dell'antica arte della lavorazione artigianale dei mattoni in cotto, realizzati a mano, grazie alla terracruda del posto, argilla di piccole cave sapientemente lavorata per le varie esigenze: gesti, processi tramandati da generazioni.
L’argilla si impastava con l’acqua creando mattoncini o altre forme morbide da lavorare manualmente negli stampi o veniva usata per i torni; poi la paziente attesa per l’essiccazione sino all’infornata; ancora la sapienza e l’arte di mille e mille generazioni per una corretta distribuzione del calore, un processo delicato, in grado di preservare lavoro e forme, mentre la legna da energia e calore attraverso la camera alimentata dall’uomo, poi il raffreddamento e la sfornata di mattoni, vasi, piatti, bicchieri, fiasche, tutto quello che occorreva ai nostri antenati, che hanno costruito il loro futuro, anche grazie a questo piccolo e sino ad oggi dimenticato manufatto. Questo ritrovamento, questo piccolo recupero, ci riconsegnerà un pezzo dimenticato della nostra storia, uno dei tanti riti, uno dei tanti lavori della nostra gente, dei nostri nonni.
Vincenzo Diego
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