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Blitz di Legambiente e Rete degli Studenti Medi davanti a sedi Total ed ENI

13/12/2019

Blitz di Legambiente e Rete degli Studenti Medi davanti alle sedi di Total ed ENI per "adottare" i gruppi petroliferi "campioni" delle fonti fossili e avversari nella lotta alla crisi climatica
Subito la Exit Strategy petrolifera per avviare la transizione energetica e produttiva in Basilicata "oltre" e lontano dal fossile.
Sabato 14 dicembre alle ore 17 in Piazza Mario Pagano a Potenza flash mob per la campagna CHANGE CLIMATE CHANGE.
Perchè è necessario invertire la rotta del cambiamento climatico
Le fonti fossili sono la principale causa dei cambiamenti climatici. La loro combustione per produrre energia elettrica e termica, nella mobilità e in tutti gli altri usi sono infatti responsabili di oltre l'80% del totale delle emissioni climalteranti. "Uscire dal loro utilizzo a favore di un sistema energetico sostenibile - dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente - è indispensabile e prioritario: per contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1.5°C a livello mondiale è necessario dimezzare l’attuale livello di emissioni entro il 2030, azzerandolo entro il 2050. Come ricordano i ragazzi dei Fridays for Future e del movimento studentesco, che stanno scrivendo una pagina straordinaria di mobilitazione nel mondo, non c'è più tempo da perdere". "L’Italia - continua Ciafani - può e deve fare la sua parte nella lotta alla crisi climatica, ma serve un drastico cambio di passo rispetto al Piano Nazionale Integrato Energia e Clima proposto dal governo con obiettivi ben al di sotto delle possibilità del nostro Paese, che potrebbe anticipare la completa decarbonizzazione della sua economia entro il 2040, grazie ad un pacchetto di misure ambizioso e perfettamente praticabile fin da subito fondato su rinnovabili ed efficienza. Solo così l’Italia potrà essere protagonista in Europa nella lotta all’emergenza climatica e dare gambe ad un vero Green New Deal nella transizione verso un’economia globale libera da fonti fossili, circolare e a zero emissioni".
"In questo quadro - sostiene Antonio Marsicano, Segretario della Rete degli Studenti Medi di Basilicata - anche la nostra Regione deve dare il suo contributo e la nuova fase di programmazione deve avere l’orizzonte di una economia a basso contenuto di carbonio, con una progressiva de-fossilizzazione, contribuendo alla lotta ai cambiamenti climatici in applicazione, peraltro, della legge regionale 32/2018 sulla Basilicata Carbon-Free". Questo scenario, urgente, concreto e desiderabile - continua Marsicano - rischia di trovarsi davanti, però, dei macigni rappresentati dalle grandi compagnie petrolifere che continuano ad investire soprattutto sulle fonti fossili. In particolare questo risulta particolarmente vero in Basilicata dove le scelte strategiche di colossi come ENI, TOTAL e SHELL appaiono tutte proiettate verso l'espansione delle estrazioni di petrolio e gas, lasciando le briciole a prospettive alternative".
"Pertanto - dichiara Antonio Lanorte, Presidente di Legambiente Basilicata - le compagnie petrolifere sono oggi i nostri avversari nella lotta ai cambiamenti climatici e per questo noi in Basilicata "adottiamo" ENI, TOTAL e SHELL come "Nemici del Clima", perchè esse, come tutti i big players del petrolio, sembrano non volersi rendere conto che stanno andando dalla parte sbagliata invece di assumersi pienamente la responsabilità di essere parte attiva della soluzione del problema della crisi climatica, tra l'altro recando danni ambientali tangibili in tante aree del Pianeta, tra cui la Basilicata. Infatti è difficile mettere in dubbio che gli ultimi venti anni siano stati per la Basilicata e la Val d'Agri in particolare, una lunga stagione di sviluppo negato in cui l'attività estrattiva ha messo a rischio la salute, le risorse naturali, l'economia e l'identità stessa dei territori". "Oggi - sostiene ancora Lanorte - chiediamo realisticamente una rapida strategia di rinuncia al petrolio in questa Regione. Con un elemento incombente, pesante e preoccupante in più: l'avvio imminente delle attività di estrazione Total-Shell a Tempa Rossa. Il timore, non infondato, è di rivedere un brutto film già visto, anche perchè da molti mesi si fatica a trovare concreti riferimenti nel dibattito pubblico relativi alla baseline ambientale e socio territoriale dell’area mineraria e al monitoraggio ambientale. Anche questo ci ricorda qualcosa. E ci preoccupa. Tanto più che oggi, alle soglie del 2020, appare davvero anacronistico investire sul petrolio, che rappresenta, inequivocabilmente, il passato, mentre la parte del Pianeta più avanzata lo sta già abbandonando".



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