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| ‘La Bella Vergogna’: torna la Fura dels Baus in Basilicata |
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2/08/2019 | Una valle nel sud della Basilicata, incastonata lungo quella parte del Parco del Pollino attraversato dal fiume Sarmento; un centro culturale, il ‘Banxhurna’, nel territorio di San Paolo Albanese, piccolo gioiello lucano al confine con la Calabria; giovani talenti, quasi tutti locali, una storia da raccontare e tramandare, una realtà artistica da anni punto di riferimento in Basilicata e non solo (il Centro Mediterraneo delle Arti di Ulderico Pesce) e una delle compagnie più sorprendenti del mondo: gli spagnoli de La Fura dels Baus. Tutto questo è ‘’La bella vergogna’’, il nuovo laboratorio artistico, partito tre giorni fa, pensato nell’ambito dei progetti di Matera Basilicata 2019, che culminerà con i primi tre spettacoli i prossimi 10, 11 e 12 agosto, all’interno del ‘Banxhurna’. Il connubio artistico e già rodato nel 2016 con lo spettacolo ‘Terrista’ si completa con la MD Spettacoli di Mauro Diazzi.
LA BELLA VERGOGNA è il concetto sintesi della straordinaria storia di Matera: la ‘’vergogna d’Italia’’ bella da togliere il fiato, che si risveglia in un’alba che la proietta verso il futuro. Ma guai a dimenticare la propria storia, le proprie radici. la Terra.
Saranno diversi i temi sviluppati : il lavoro, quello dai braccianti occupatori di terra del Materano, alla ricerca di lavoro di oggi che porta alla nuova emigrazione. La fuga: dall’esodo dei monaci bizantini dall’Oriente, all’arrivo in varie aree della Basilicata dove hanno realizzato magnifiche opere d’arte e dello spirito; e ancora le fughe di oggi, di popoli che partono per disperazione, alla ricerca di nuove terre dove realizzare i propri sogni. Il paesaggio come bellezza ma anche visto nella terribile ottica della speculazione, del capitalismo imperante.
“Dovevamo decidere se chiamare una delle compagnie più importanti del mondo che calasse dall’alto un progetto oppure far venire questa compagnia, farla lavorare per giorni in un luogo con talenti del territorio in modo da lasciare una traccia che resti qui. Abbiamo optato per la seconda scelta- spiega Ulderico Pesce- I ragazzi che partecipano a questo laboratorio formativo sono una quarantina tra artisti, musicisti e tecnici e per loro è un’esperienza veramente importante”.
Per il regista e fondatore della Fura dels Baus, Pera Tantiñá, quella del 2016 è stata un’esperienza eccezionale e, anzi, proprio la grande partecipazione di pubblico li ha portati a decidere per la replica di questo nuovo spettacolo. “Mi affascina il concetto del vicinato, della porta aperta- dice- del fare qualcosa tutti insieme. Viviamo in un’epoca in cui la paura dell’altro prende il sopravvento e in cui ci si chiude. Aprire la propria casa equivale ad aprire la mente”.
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