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| Recensione libro di Gianna Friso,Anna Maria Re,Barbara Carretti |
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22/09/2018 | Laboratorio di produzione del testo scritto attività metacognitive per la scuola secondaria in un libro di Gianna Friso, Anna Maria Re, Barbara Carretti
Il libro “Laboratorio di produzione del testo scritto attività metacognitive per la scuola secondaria” di Gianna Friso, Anna Maria Re, Barbara Carretti di 134 pagine, edito da Erickson ed acquistabile al prezzo di 21,50 euro, nasce dall’esigenza di affrontare il problema dell’espressione scritta con ragazzi di scuola secondaria, dai quali ci si aspetta una buona competenza, ma spesso non è così. Nel volume ci si misura, con un approccio metacognitivo, con il problema di “affrontare il foglio bianco” che molte volte crea ansia in chi deve scrivere ma non sa come fare, da cosa partire. Nella Prima parte del libro (Il processo di scrittura) si affronta in maniera generale il tema dell’espressione scritta, offrendo diversi suggerimenti e strategie allo studente. Viene analizzato il processo di scrittura nelle sue fasi principali: la produzione di idee, la loro organizzazione e la revisione del testo e proposti esercizi e riflessioni su ognuna di queste fasi. Nella Seconda parte (Le tipologie testuali) vengono invece descritti diversi generi di testo (descrittivo, narrativo, informativo-espositivo, argomentativo, espressivo-emotivo), che possono richiedere strategie diverse per essere affrontati in maniera efficace. Anche in questo caso vengono proposte riflessioni metacognitive, esercizi e diversi esempi di testi già svolti. Per rendere più accattivante questa parte del libro e per far capire ai ragazzi che con la scrittura e con le frasi si può anche giocare e divertirsi, ogni tipologia testuale viene introdotta da un mesostico, ossia un componimento in cui le lettere delle parole a metà verso, lette dall’alto in basso, formano una parola o una frase. Infine, nella Terza parte (Il riassunto), viene affrontato un compito di scrittura particolare, ma molto frequente a scuola e importante per lo studio, ossia il riassunto. A questo tipo di compito di scrittura viene dedicata una sezione a parte poiché ha in comune diversi aspetti con l’espressione scritta ma in parte differisce da essa. Il primo passo per comporre un testo accattivante è scrivere frasi che facciano venire voglia di leggere anche quelle successive. Infatti, per la scrittura possiamo distinguere fra procedure semiautomatizzate legate alla competenza ortografica e procedure richiedenti un controllo relativo all’espressione scritta. È però nel momento in cui il ragazzo deve pensare, pianificare, organizzare le idee e curare la stesura di un testo scritto che entra in gioco una poderosa richiesta di operazioni di controllo che inevitabilmente coinvolgono le riflessioni e le concezioni che lo studente ha sull’attività e sugli obiettivi dell’espressione scritta. L’interesse verso l’apprendimento della scrittura ha avuto inizio intorno agli anni Ottanta. La scarsa attenzione ricevuta negli anni precedenti risente di una maggiore importanza attribuita al linguaggio parlato rispetto a quello scritto. La considerazione di cui gode attualmente la scrittura nella ricerca psico-educativa e didattica deve molto agli studi del cognitivismo, che hanno condotto al superamento della concezione tradizionale dell’imparare a scrivere, a lungo caratterizzata dall’identificazione della composizione scritta con il solo prodotto finale e dalla predominanza della «fisicità» del testo, valutato esclusivamente sulla base di standard di correttezza linguistica. Gli studi del cognitivismo hanno messo in luce gli aspetti processuali e le operazioni di pensiero sottostanti l’attività di produzione scritta, rivalutando la natura dell’atto compositivo e facendone emergere il carattere di problem solving. Allo sviluppo di questa concezione dello scrivere contribuisce il modello di Hayes e Flower (1980), divenuto un riferimento cardine per la ricerca sugli aspetti cognitivi della scrittura.
Biagio Gugliotta
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