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Il fotografo Eli Dijkers in Basilicata, ''terra bellissima e inesplorata''

13/06/2018

Eli Dijkers arriva da Rotterdam; è tra i più noti esponenti d’arte fotografica nel panorama contemporaneo. I suoi piedi hanno battuto la terra di Basilicata, attraversandola da parte a parte; mentre i suoi occhi, come elettricità, pensavano a trasmettere all’obiettivo tutto ciò che scrutavano. Non prima di essere arrivato a Venosa e di aver aperto – lo scorso 12 maggio – la sua “Residenza d’Artista in Basilicata”, premio assegnato da Porta Coeli International Art Gallery in occasione della XI edizione della Florence Biennale nello scorso mese di ottobre, e la sua personale di fotografia dal titolo Resonance, con la voglia di dare risonanza, amplificare tutto ciò che incrocia il suo sguardo. Un progetto artistico che aggrega svariate sessioni di produzione: trentasette opere esposte, otto delle quali appartenenti alla serie “Resonance” tre della serie “Interrupted Dreams” e otto della serie “Silent River”; le restanti diciotto, invece, di più piccole dimensioni alcune delle quali in dittico. Le fotografie di Eli Dijkers saranno esposte fino al prossimo 24 agosto, presso la Galleria Porta Coeli di Venosa.

Mentre la tua personale Resonance è in mostra, sei andato alla scoperta delle terre lucane. Cos’hai trovato?

Non conoscevo la Basilicata. Ero già stato in Italia altre volte, ma mai al Sud, sebbene desiderassi andarci da molto. La Residenza d'Artista assegnatami da Porta Coeli alla Florence Biennale è stata l'opportunità ideale per esplorarlo. Per me, la Basilicata rappresenta esattamente ciò che cerco in un territorio: è bella, e in più ha un vantaggio: è inesplorata e a tratti inaccessibile; non puoi arrivare dove ti pare. Potrebbe non esserci una strada per raggiungere un posto o esserci un burrone; ma questo non fa altro che fartelo desiderare più ardentemente. Per me, questa è la Basilicata; una volta incontrata la bellezza, attendi di vederne di più.


E quali luoghi della Basilicata hai reso fotografia?

In Basilicata ho fotografato una grande varietà di posti: da Melfi a Matera, da Filiano ad Accettura, Craco e i Calanchi e molte piccole strade tra i paesi. Lo staff di Porta Coeli mi ha accompagnato ovunque nel corso della prima settimana di Residenza, cosa fantastica perché ho visitato posti che altrimenti mi sarebbero sfuggiti. Nel corso della seconda metà della mia Residenza ho esplorato il territorio per conto mio, fermandomi in qualsiasi punto che catturasse la mia attenzione.


Trovi qualcosa dell’Olanda in Basilicata e qualcosa di lucano in Olanda?

L'Olanda e la Basilicata sono posti molto diversi, lo si capisce dal primo sguardo. In Basilicata è difficile trovare territorio pianeggiante, mentre in Olanda abbiamo una sola "montagna", che misura soltanto 100 metri. Ad ogni modo, con la mia fotografia cerco di trovare somiglianze. Siamo tutti umani, fatti di gioia e bellezza, ma anche di sfide e paure. Questo è quello che cerco. Com'è essere umani in questo tempo? Poi – quando l'immagine è pronta – è l'osservatore a essere chiamato a scoprire le similitudini e le differenze nelle mie foto, tra ciò che può essere stato scattato in Olanda o in Italia o, ad esempio, in India.


Domanda, forse, scontata per te: dove possiamo trovare la Bellezza? Possiamo ancora scovarla, nonostante tutto?

Questa è davvero una bella domanda. Alle volte può sembrare che il mondo sia in fiamme e le persone si contrappongano. Ma quel che vedo in risposta è che le persone sono anche capaci di avvicinarsi. La domanda più importante è: cosa scegli di vedere? Ci sarà sempre disperazione e ci sarà sempre bellezza. Ti soffermi sulla prima o sulla seconda? In India ho visto la gioia negli occhi delle persone più povere. Per me quella è stata una grande lezione.



Marialaura Garripoli


nella foto interna: la premiazione del fotografo alla Florence Biennale insieme ad Aniello Ertico



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