HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Firenze, 60 anni dall’alluvione: il lucano di Senise tra gli “angeli del fango” che salvarono il Crocifisso di Cimabue

4/11/2026



A sessant’anni dall’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, ripercorriamo una storia di coraggio e solidarietà che porta anche in Basilicata. Proponiamo nuovamente un articolo pubblicato dieci anni fa, in occasione del cinquantesimo anniversario, per ricordare Salvatore Franchino, originario di Senise, che a soli 25 anni fu tra gli “angeli del fango” impegnati a salvare persone e opere d’arte dalla furia dell’acqua. Restauratore e volontario, Franchino contribuì anche al recupero del celebre Crocifisso di Cimabue nella Basilica di Santa Croce. Una testimonianza che unisce memoria, orgoglio lucano e amore per l’arte.
Di seguito l'articolo pubblicato nel 2016 - L'angelo lucano che salvò il Crocifisso di Cimabue dall'alluvione di Firenze
La luce della speranza nel fango di Firenze colpita dall’alluvione di 50 anni fa è anche lucana. Lo è grazie al coraggio e alla perizia di Salvatore Franchino, di Senise, che in quei giorni, con i suoi appena 25 anni, diventò uno degli ‘angeli del fango’, nel lavoro affannoso di ricerca e di salvezza di persone e di tesori inestimabili di arte e cultura. Franchino, restauratore e una vita da volontario sempre in prima linea da Longarone all’Irpinia, da Firenze al sisma dell’Umbria, ricorda con orgoglio e commozione quelle ore concitate della mattina del 5 novembre del 1966. Lui era uscito in bici, l’acqua continuò a salire. Poi, il suo ingresso, faticoso, in Santa Croce. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente nella sua casa di Firenze, grazie alla segnalazione del suo amico Saverio De Donato, dalla sua Senise, paese al quale è molto legato e dove è tornato , assieme a sua moglie, senisese anche lei, lo scorso agosto. “Saranno state le sette, al massimo le otto di mattina del 5 novembre del 1966- ricorda- Entrai nella Basilica di Santa Croce e lo vidi: il grande crocifisso di Cimabue, coperto da panche e detriti, ancora in piedi. Cercai subito di spostarlo perché era ancora fissato alla parete. Chiamai il Sovrintendente e un Frate e, insieme, riuscimmo a staccarlo e ad appoggiarlo sul tavolo, per farlo asciugare”. “Abbiamo pianto come bambini- ricorda- nel vedere quello che era successo”. Il Crocifisso era gravemente danneggiato: completamente bagnato, rotto in più punti, l'immagine pittorica devastata dalla furia dell'alluvione, che in più punti aveva strappato via forme e colori”. L’opera fu subito portato nella vicina limonaia di palazzo Pitti e ci vollero due anni perché si asciugasse completamente. Poi partì il restauro.

“Ci vollero altri sei anni per curarlo dall'alluvione – come ha ricordato Franchino all’Ansa -anni che affrontammo con l'enorme pazienza che noi restauratori dobbiamo necessariamente avere e l'infinito rispetto che tutti noi provavamo nell'intervenire in un capolavoro di tale entità". L’immagine del giovane Salvatore Franchino che guarda, con le braccia aperte, con dolore misto a speranza il Cristo alluvionato, rappresenta la ‘Pietà’ della Firenze del 1966 ed è rimasta, ancora oggi, una delle fotografie simbolo del grande lavoro degli angeli del fango. “Sono passati 50 anni ma sembra ieri” dice. “Quel crocifisso- disse non molto tempo fa qualcuno- oltre che di Cimabue è di Salvatore Franchino”.
Mariapaola Vergallito
foto: ANSA




ALTRE NEWS

CRONACA

4/11/2026 - Firenze, 60 anni dall’alluvione: il lucano di Senise tra gli “angeli del fango” che salvarono il Crocifisso di Cimabue
4/11/2026 - Prostituzione a Rionero in Vulture, sequestrato un appartamento: tre indagati
4/11/2026 - Polizia Penitenziaria nel carcere di Melfi: sequestrati una decina di telefonini
3/11/2026 - San Costantino Albanese, 43enne della provincia arrestato per spaccio: nella borsa oltre 370 grammi di droga

SPORT

4/11/2026 - Le regioni del Sud si incontrano a Matera per la Convention del CSI
3/11/2026 - L’Episcopia non si ferma: settima vittoria consecutiva, porta inviolata e primato consolidato
3/11/2026 - Francavilla, Lazic: 'Errori sui gol subiti e dovevamo fare meglio in avanti'
3/11/2026 - Rinascita Lagonegro, entusiasmo e rigore: inizia la settimana in vista della sfida con Napoli

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo