Addio a Luca Turi, il fotografo della storia del Sud e della frana di Senise
26/09/2026
Si è spento a Bari, all’età di 82 anni, Luca Turi, storico fotoreporter e protagonista per decenni del fotogiornalismo pugliese e del sud Italia. I suoi scatti raccontano gran parte della storia del Mezzogiorno degli ultimi decenni: dall’arrivo della Vlora nel porto di Bari nel 1991, al rogo del Teatro Petruzzelli e numerosi reportage realizzati nei Balcani e in Albania. Un’attività professionale lunga e intensa, che lo ha portato a documentare guerre, migrazioni, emergenze e grandi trasformazioni sociali. Nel 2020 gli era stata conferita anche la cittadinanza albanese. Ma oggi la nostra redazione vuole ricordare, in particolare, un reportage struggente e straordinario che Luca Turi realizzò nelle ore immediatamente successive all'alba del 26 luglio del 1986: la frana di Senise.
Turi arrivò a Senise quella mattina e vi ritornò anche nel giorno dei funerali delle 8 vittime. In occasione dei 30 anni da quella tragedialo contattammo per un'intervista che poi inserimmo nel documentario ''Il mestiere della memoria'' che trovate di seguito. Il suo immenso patrimonio fotografico dedicato alla frana del 1986 nei mesi scorsi è stato acquistato dal Consiglio Regionale della Basilicata per realizzare una straordinaria mostra fotografica nel chiostro maggiore del complesso monumentale di San Francesco a Senise che resterà esposta fino al 30 settembre prima di essere trasferita temporaneamente nei palazzi della Regione.
Questo in occasione del quarantesimo anniversario della frana di Senise. Luca Turi ha sempre e fino alla fine dimostrato amore nei confronti della sua terra e del suo lavoro, una passione straordinaria e un legame indissolubile nei confronti delle storie che ha raccontato attraverso la sua macchina fotografica e la sua sensibilità. I funerali saranno celebrati lunedì nella chiesa di San Rocco a Bari.
La nostra redazione si stringe al dolore della famiglia, in particolare della figlia Annadelia che abbiamo imparato a conoscere meglio negli ultimi mesi.
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi di don Marcello Cozzi
Parlare di pace in tempi di guerra č necessario, ma č tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e societā sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanitā; bisogna farlo quando la frusta del denaro, come ...-->continua