È arrivata la sentenza di primo grado nel processo per la morte di Giovanna Pastoressa la giovane psicologa colpita da una lastra mentre si trovava all'interno di una palestra di Lauria il 13 dicembre del 2019. Il crollo della palestra fu la conseguenza dello scoperchiamento di parte della copertura del palazzetto dello sport situato a poche decine di metri dalla struttura. Nove le persone finite a giudizio nell'ambito del procedimento che ha cercato di fare luce sulle responsabilità legate alla progettazione, alla realizzazione e alla messa in opera del PalaSport.
Il Tribunale di Lagonegro si è pronunciato sulle posizioni dei nove imputati, chiamati a rispondere, a vario titolo, di omicidio colposo e lesioni personali colpose.
Nel processo sono coinvolti Gaetano Mitidieri, progettista e direttore dei lavori della struttura ed ex sindaco di Lauria; Pasquale Alberti e Francesco Cerbino, responsabili del procedimento; Francesco Mitidieri, collaudatore dell'opera; Attilio Grippo, progettista di fatto dell'opera; Giacomo De Marco, titolare dell'impresa aggiudicataria dei lavori; Antonio Fernando Garofalo, ex amministratore dell'impresa subappaltatrice; Giovanni Grazioli, progettista della copertura; Natale Albertani, legale rappresentante della società che ha realizzato la messa in opera.
La sentenza: Gaetano Giacomo Mitidieri, Francesco Mitidieri, Giacomo De Marco e Antonio Ferdinando Garofalo rispettivamente a tre anni di reclusione per i primi tre e a due anni e sette mesi per Garofalo. Sono stati inoltre condannati al risarcimento dei danni alle parti civili.
Il Tribunale ha invece assolto Francesco Cerbino, Pasquale Alberti, Giovanni Grazioli, Natale Albertani e Attilio Grippo perché non hanno commesso il fatto, mentre Francesco Mitidieri è stato assolto dal reato di falso ideologico perché il fatto non costituisce reato.
La decisione arriva al termine di un procedimento nel quale sono state ricostruite le diverse fasi della realizzazione della struttura, dalla progettazione alla direzione dei lavori, fino al collaudo e alla successiva messa in opera. Al centro del processo le circostanze che portarono al distacco della lastra e al tragico incidente nel quale la psicologa perse la vita. La Procura ha contestato ai nove imputati, con responsabilità differenti in relazione ai rispettivi ruoli, condotte ritenute rilevanti nella determinazione dell'evento. Nel corso del dibattimento sono stati esaminati gli aspetti tecnici relativi alla struttura e alla copertura, oltre alle responsabilità dei diversi soggetti che, a vario titolo, avevano avuto un ruolo nella progettazione, nell'affidamento, nell'esecuzione e nel controllo dell'opera.
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