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| Evasione dal carcere di Potenza, due detenuti fuggono e vengono arrestati: il sindacato lancia l’allarme sicurezza |
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16/08/2026 |
|  Due detenuti tunisini sono evasi nel giorno di Ferragosto dalla Casa circondariale di Potenza, riuscendo a raggiungere i tetti della struttura e a scavalcare il muro di cinta. La fuga è durata poche ore: entrambi sono stati rintracciati e arrestati nel territorio cittadino grazie alla mobilitazione della Polizia penitenziaria, della Polizia di Stato e dei Carabinieri. L’episodio riaccende l’allarme sulla sicurezza degli istituti penitenziari lucani. A denunciarlo è Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria, che evidenzia il sovraffollamento del carcere potentino: 171 detenuti a fronte di 101 posti, con un tasso di affollamento di circa il 170%. Il sindacato segnala inoltre la carenza di personale: 111 agenti in servizio e appena tre educatori. Quasi cinquanta poliziotti penitenziari sono accorsi spontaneamente, interrompendo il Ferragosto, per partecipare alle ricerche dei fuggitivi. Di Giacomo chiede quindi interventi urgenti per rafforzare gli organici, ridurre il sovraffollamento e garantire maggiori condizioni di sicurezza negli istituti penitenziari. Di seguito il comunicato stampa.
«La duplice evasione avvenuta nel giro di poche ore di ieri dal carcere di Potenza - detenuti pericolosi e catturati dopo qualche ora - è l’ennesimo segnale della grave emergenza che si vive anche negli istituti penitenziari lucani. Nell’ultimo anno e mezzo le evasioni e i tentativi di evasione dai penitenziari italiani sono stati una cinquantina ». A denunciarlo è Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria (S.PP.) – F.S.A. C.N.P.P., che interviene dopo la fuga di due detenuti dalla casa circondariale del capoluogo lucano. Di Giacomo sottolinea la risposta degli agenti alla situazione di emergenza. Quasi cinquanta poliziotti penitenziari sono accorsi spontaneamente anche da casa, interrompendo il Ferragosto e lasciando le proprie famiglie per partecipare alle ricerche dei fuggitivi, anche utilizzando autovetture private. «Siamo di fronte a un nuovo, gravissimo episodio che conferma quanto denunciamo da tempo – sottolinea Di Giacomo –. Nel carcere di Potenza, a fronte di una capienza di 101 posti, sono presenti 171 detenuti, con un tasso di affollamento di circa il 170 per cento. La Basilicata (oltre Potenza, Matera e Melfi) registra una delle percentuali di affollamento più alte d'Italia, attestandosi al 162,5%. A questo si aggiunge una carenza molto consistente di personale della Polizia Penitenziaria». «Attualmente – prosegue il segretario generale dello S.PP. – la Polizia Penitenziaria in forza ammonta a 111 unità, con alcune decine di agenti in meno rispetto all’organico previsto. Sono inoltre presenti appena tre educatori. Sovraffollamento, organici insufficienti e condizioni di lavoro sempre più difficili espongono quotidianamente gli agenti a rischi enormi e rendono sempre più complicato garantire sicurezza e controllo all’interno degli istituti». Secondo il sindacato, la dinamica della fuga evidenzia ulteriormente le criticità strutturali della struttura penitenziaria potentina. I due detenuti si sarebbero arrampicati sui tetti dell’istituto e, da lì, sarebbero riusciti a scavalcare le mura di cinta, che danno su una strada laterale in una zona caratterizzata tra l'altro dalla presenza di numerose abitazioni. «Questo episodio – evidenzia – dimostra ancora una volta il senso di responsabilità e il sacrificio degli uomini e delle donne della Polizia Penitenziaria, che anche in una giornata festiva hanno risposto immediatamente all’emergenza. Determinante è stata inoltre la collaborazione delle altre Forze di Polizia, impegnate nelle ricerche». «Come Sindacato Polizia Penitenziaria abbiamo sollevato da tempo il problema e chiesto interventi concreti. Il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria continuano invece a sottovalutare la gravità della situazione. Quanto accaduto a Potenza dimostra che non è più possibile rinviare: la situazione nelle carceri è ormai fuori controllo. Le quotidiane aggressioni agli agenti sono il "campanello d'allarme". Il sindacato torna quindi a chiedere interventi urgenti per rafforzare gli organici della Polizia Penitenziaria, ridurre il sovraffollamento e garantire condizioni di sicurezza adeguate sia per il personale sia per la popolazione detenuta.
Fp Cgil Potenza_Evasione detenuti carcere Potenza L’evasione di due detenuti dalla Casa Circondariale di Potenza, risolta il giorno di Ferragosto grazie al tempestivo intervento di Polizia Penitenziaria, Polizia di Stato e Carabinieri, ripropone drammaticamente il tema della sicurezza e della dignità del lavoro negli istituti penitenziari. "Esprimiamo profondo ringraziamento al personale mobilitato in un giorno di festa, ma questo gravissimo episodio non deve trasformarsi nell'ennesimo processo mediatico o disciplinare a carico dei lavoratori - affermano Carmen Sabbatella, segretaria Fp CGIL Potenza e Rocco Morlino, coordinatore regionale Fp Cgil Polizia Penitenziaria - L'evento mette a nudo criticità storiche e strutturali denunciate da anni quali la totale assenza di investimenti tecnologici per la sorveglianza perimetrale, la carenza di personale, costretto a turni massacranti e alla copertura simultanea di più posti di servizio e un sistema di sicurezza che poggia solo sul sacrificio dei lavoratori, in un istituto che registra un sovraffollamento superiore al 150%. Per queste ragioni, la FP CGIL diffida il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP) dal cercare capri espiatori tra il personale di vigilanza. Il collasso del sistema ha precise responsabilità politiche e gestionali, frutto di tagli lineari e assenza di programmazione". La Fp CGIL torna a chiedere "con urgenza un piano straordinario di assunzioni e l'immediato ammodernamento dei sistemi di sorveglianza". |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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