|
| Garante D’Anzi: CPR, ''luoghi disumani e degradanti'' |
|---|
11/08/2026 |
|  Appena mi è stata comunicata la tragica notizia nella serata di ieri, 10 agosto, mi sono recata senza indugio al Cpr di Palazzo San Gervasio per monitorare la situazione apprendendo che il decesso riguardava un trentenne cittadino tunisino. Pur avendo chiesto di entrare non ho potuto accedere nella struttura in quanto non vi erano le condizioni di sicurezza. Rispettando il riserbo delle fasi di indagini e nutrendo piena e incondizionata fiducia nella Magistratura torno a chiedere con ancora più determinazione la chiusura di tutti i CPR e l’abolizione della detenzione amministrativa.
I CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) sono strutture di detenzione amministrativa dove vengono trattenuti i cittadini non comunitari che non hanno commesso alcun reato e sono privi di regolare documento di soggiorno o già colpiti da un provvedimento di espulsione. La loro unica colpa è di essere nati poveri e di fuggire da guerre, violenze, fame, desertificazione. Alcuni vivono in condizione di marginalità, per altri il permesso di soggiorno è scaduto mentre erano in carcere e, una volta scontata la pena detentiva, vengono trasferiti nei CPR. Auspico -continua la Garante D’Anzi- in un cambiamento di paradigma nelle politiche migratorie con la creazione di corridoi umanitari, utilizzando le ingenti risorse destinate ai CPR per implementare i programmi di integrazione e accoglienza con l’attivazione di percorsi di istruzione e di formazione socio-lavorativa anche per sottrarre i richiedenti asilo al mercato nero del caporalato. Dopo lo sgomento e la commozione , non spegniamo i riflettori -conclude la Garante D’Anzi-continuerò a vigilare con tutti gli strumenti che la Costituzione mette a disposizione per dimostrare il fallimento di un sistema che causa sofferenze, è inefficiente e costoso. Quando tutti i CPR saranno chiusi sarà già troppo tardi per l’inutile sofferenza che hanno provocato.
Carmen D’Anzi Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Potenza |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |