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| "Liberi di scegliere" è legge: via libera unanime del Senato per proteggere donne e minori che lasciano i clan |
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15/07/2026 |
|  Con il voto unanime del Senato arriva il via libera definitivo alla legge "Liberi di scegliere", il provvedimento che introduce a livello nazionale misure di tutela per donne e minori che decidono di allontanarsi dai contesti della criminalità organizzata. Il testo recepisce e istituzionalizza l'esperienza dell'omonimo protocollo nato nel 2012 su iniziativa del magistrato Roberto Di Bella, con il contributo di Libera e della Conferenza Episcopale Italiana. La normativa prevede strumenti concreti per garantire sicurezza e autonomia a chi rompe i legami con i clan: dal trasferimento in località protette al cambio dell'identità anagrafica, fino al sostegno economico, psicologico e sociale, oltre a percorsi per favorire l'inserimento lavorativo e la prosecuzione degli studi. Soddisfazione è stata espressa da Luigi Ciotti, fondatore di Libera e del Gruppo Abele, che ha definito il provvedimento "una legge di civiltà". "Si apre una fase nuova - ha dichiarato - in cui tutti siamo chiamati a trasformare le parole della legge in strumenti concreti per aiutare donne e ragazzi a costruire una vita libera e sicura". Secondo Ciotti, il riconoscimento normativo rappresenta il risultato di un lungo percorso nato dall'impegno della magistratura, delle forze dell'ordine e del mondo dell'associazionismo, che negli anni hanno accompagnato numerose famiglie nel difficile cammino di uscita dai circuiti mafiosi. Tra gli aspetti più innovativi della legge, il fondatore di Libera evidenzia la possibilità del cambio dei documenti d'identità, misura ritenuta fondamentale per proteggere chi teme ritorsioni e vuole ricominciare lontano dalle organizzazioni criminali. L'approvazione del testo rappresenta anche un importante segnale culturale. Le storie delle donne che hanno trovato il coraggio di ribellarsi ai clan hanno dimostrato che è possibile spezzare il vincolo imposto dalla mafia e offrire un futuro diverso ai propri figli, contribuendo a incrinare il consenso all'interno delle stesse organizzazioni criminali. Ciotti ha infine ricordato il sostegno espresso da Papa Francesco, che pochi mesi prima della sua scomparsa aveva incontrato in Vaticano alcune delle donne protagoniste di questo percorso, incoraggiandole a non sentirsi sole. Per il fondatore di Libera, il voto del Parlamento non rappresenta un punto di arrivo, ma l'inizio di una nuova fase in cui sarà necessario rendere pienamente operative le misure previste dalla legge per garantire protezione, dignità e nuove opportunità a chi sceglie la legalità. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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