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Un flash mob di Libera per ricordare Gianluca Griffa

21/06/2026



Il 24 giugno alle ore 17.30, davanti al COVA di Viggiano, si terrà un flash mob, promosso da Libera Coordinamento Basilicata insieme al Presidio Val d’Agri “Ottavia De Luise”, per ricordare Gianluca Griffa e riportare al centro dell’attenzione pubblica la sua storia. L’evento rientra nella campagna nazionale di Libera "Fame di verità e giustizia" e si svolgerà in staffetta anche con il Presidio piemontese di Cuneo. Il caso dell'ingegnere piemontese, ufficialmente morto suicida, si evince dal suo memoriale e dagli atti del processo “Petrolgate 2 e 3”, che fa riferimento alla vicenda di Gianluca Griffa. Il faldone, inviato alla Procura di Potenza solo nel 2017, contiene documenti e comunicazioni che, secondo le ricostruzioni disponibili, riguarderebbero segnalazioni e preoccupazioni espresse da Griffa in relazione al funzionamento e alla sicurezza dell’impianto. Secondo quanto emerge dal memoriale e dalla documentazione richiamata nel dibattito pubblico e giudiziario, Griffa, ingegnere responsabile della produzione del Centro Oli di Viggiano, aveva sollevato nel tempo dubbi e segnalazioni sulle condizioni di sicurezza dell’impianto, chiedendo verifiche e interventi, a causa di criticità che riteneva gravi. L'ingegner Griffa aveva messo nero su bianco i dati tecnici, segnalando il rischio imminente di corrosione perforante dei fondi dei serbatoi e il pericolo di una massiccia contaminazione ambientale. Quello che si sarebbe puntualmente verificato a distanza di qualche anno.


Nei suoi appunti e memoriali emerge la volontà di non restare in silenzio, di continuare a fare il suo dovere e di non nascondere le sue preoccupazioni documentate riguardo alla tutela dell’ambiente e alla sicurezza degli impianti. Nel periodo successivo, anche il percorso professionale di Gianluca Griffa all’interno dell’azienda conobbe un cambiamento significativo, fino alla cessazione del suo ruolo presso il Centro Oli di Viggiano. Un passaggio che, letto insieme alle preoccupazioni da lui espresse nei suoi scritti, ci chiama a un dovere di attenzione e di memoria civile, nei confronti della sua vicenda umana e professionale. 


Nell’estate del 2013 la sua vita si interruppe tragicamente: venne trovato senza vita in un bosco tra le province di Cuneo e Torino, dopo giorni di scomparsa. Un caso che ancora oggi lascia interrogativi, che continua a chiedere verità e giustizia e che, tuttora, rappresenta una ferita collettiva. Nel corso del flash mob sarà ricordata la voce di chi aveva sentito il dovere di segnalare i risultati delle sue analisi tecniche e di non voltarsi dall’altra parte.


Di fare, semplicemente, la cosa giusta. Essere presenti, proprio lì dove aveva lavorato, e ricordare la sua storia è per noi un dovere di memoria ed è anche il modo per restituire a Gianluca Griffa la dignità della sua persona e il valore del suo insegnamento di cittadino esemplare. È allora necessario, a partire da questo esempio, un richiamo alla responsabilità collettiva, per rompere quelle cappe di silenzio, purtroppo diffuse in diversi contesti, per rafforzare una cultura della trasparenza, dell'etica pubblica e della responsabilità.


E perché nessuno sia più lasciato solo, come è invece accaduto a Gianluca Griffa.


 


Presidio Libera Val d’Agri “Ottavia de Luise”


Coordinamento Libera Basilicata





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