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Vertenze PMC e Tiberina: i sindacati aggiornano i lavoratori sulle prossime azioni

23/01/2026



Dopo gli incontri al Ministero del 21, si sono svolte le assemblee con i lavoratori di PMC e Tiberina per fare il punto sulle vertenze. Lo comunicano i sindacati tramite una nota stampa. Per PMC resta forte l’incertezza: si parla di possibili investitori, ma mancano chiarezza sul passaggio dell’immobile Stellantis e il nome del nuovo soggetto industriale. Sindacati e lavoratori chiedono di accelerare le procedure, bloccare lo spostamento degli asset e prorogare la cassa integrazione con anticipo aziendale.
Di seguito il comunicato stampa
A seguito degli incontri tenutisi al Ministero nella giornata di mercoledì 21, si sono svolte le assemblee con le lavoratrici e i lavoratori di PMC e Tiberina per aggiornare sullo stato delle vertenze e sui prossimi passaggi.
PMC
Per quanto riguarda PMC, ad oggi, al netto delle questioni affrontate al Ministero, emerge la possibile presenza di investitori, ma permane una forte mancanza di chiarezza, in particolare sul passaggio dell’immobile di proprietà Stellantis. Soprattutto, non è ancora noto il nome del nuovo investitore, elemento fondamentale per dare certezze occupazionali.
Per queste ragioni, lavoratrici, lavoratori e organizzazioni sindacali chiedono con forza che Stellantis faccia fino in fondo la propria parte, accelerando immediatamente le procedure per il passaggio dell’immobile e rendendo pubblico il nome del nuovo investitore, così da poter aprire subito una trattativa per il passaggio di tutti i lavoratori.
Fino alla sottoscrizione di un accordo quadro complessivo, non dovrà essere spostato né movimentato alcun asset (PMC1 e PMC2).
Permangono inoltre criticità rilevanti sugli ammortizzatori sociali: è necessario procedere senza ulteriori rinvii alla proroga della cassa integrazione e garantire l’anticipo da parte dell’azienda, per evitare che i lavoratori restino senza reddito.
Tiberina
Per quanto riguarda Tiberina, la posizione delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori è chiara e definita. Registriamo la disponibilità dell’azienda al confronto, maturata anche grazie alla forte pressione esercitata dal sindacato e dal Ministero.
Tuttavia, non può esistere uno stabilimento con una saturazione di sole 30 persone. È indispensabile aumentare le commesse, e i tempi sono ormai ristretti.
Riteniamo che, con l’attuale salita produttiva, sia possibile portare ulteriori attività a Melfi.

Tiberina e Stellantis devono assumersi pienamente le proprie responsabilità. Solo dopo, come organizzazioni sindacali, saremo disponibili a discutere in un accordo complessivo anche eventuali uscite incentivate.
Per questo motivo, è necessario fare presto e convocare anche per Tiberina un tavolo dedicato a un accordo quadro complessivo.
I presìdi dei lavoratori continueranno con forza, perché solo accordi che guardano al futuro del lavoro e dei lavoratori potranno dare risposte concrete e sciogliere le vertenze.

LE SEGRETERIE REGIONALI
FIM – FIOM – UILM – FISMIC
Basilicata




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