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| La replica di Gildo Claps su Corriere della Sera:“per Elisa non volevamo e non vogliamo soldi. Il vescovo Ligorio mente” |
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13/11/2023 |
|  Gildo Claps risponde all'intervista dell'arcivescovo metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, Mons. Ligorio, rilasciata nei giorni scorsi su Corriere.it riguardo alla vicenda di Elisa Claps, scomparsa e trovata morta nel 2010 nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza. Il fratello di Elisa replica sul medesimo giornale affermando: "Per Elisa non chiediamo soldi. Il vescovo mente e continuano a difendere don Mimì Sabia". Inoltre, Claps prosegue dichiarando: "In quella chiesa c'è una targa per don Mimì, per mia sorella nulla". Di seguito, presentiamo l'intervista di Gildo Claps, pubblicata su Corriere.it e a firma di CARLO MACRÌ.
«Impossibile ricucire. La riconciliazione con la Curia di Potenza e, soprattutto con Ligorio, è impraticabile. Solo l’intervento del Santo Padre potrà aprire uno spiraglio di ragionevolezza per trovare una via d’uscita. Noi parleremo solo con i livelli più alti del Vaticano per chiudere questa storia. Non riconosciamo nessun ruolo alla Chiesa di Potenza». Gildo Claps, fratello di Elisa, si dice amareggiato dopo l’intervista rilasciata al Corriere dall’arcivescovo Salvatore Ligorio . L’alto prelato ha escluso ogni coinvolgimento della Chiesa nell’occultamento del corpo della ragazza, ritrovato nel sottotetto della Trinità, nel 2010, dopo diciassettenne anni dalla scomparsa. Ma si è detto pronto a ricomporre il dialogo con la famiglia Claps. Volevate un risarcimento per chiudere la storia? «È vergognosa questa affermazione. La nostra era solo una provocazione, per inchiodare la Chiesa alle sue responsabilità. Non volevamo soldi e non era certo una richiesta di composizione amichevole utile ad evitare strascichi polemici». E allora? «Li tranquillizzo. Se hanno timore che nel momento in cui dovessero ammettere le loro responsabilità possano essere chiamati a risarcire, noi non avanzeremo nessuna pretesa economica. Facessero come ho fatto io: ho devoluto per intero il mio compenso per la consulenza alla sceneggiatura della fiction Per Elisa al progetto Il cuore di Elisa nel cuore dell’Africa. Dimostrerebbero finalmente un volto umano e cristiano, visto che fino adesso non sono riusciti a farlo». In cosa consiste questo progetto? «Costruiremo insieme all’associazione di volontariato Vis un ambulatorio medico nella Regione di Kivu, per migliorare le condizioni di salute della popolazione di Goma. Intitoleremo la struttura ad Elisa. Era il suo sogno. Lei diceva di voler fare il medico». Perché le parole dell’arcivescovo Ligorio l’hanno colpita? «La manifestazione di sabato, con migliaia di ragazzi che hanno sfilato per chiedere ancora una volta verità e giustizia per Elisa, pensavo potesse in qualche modo servire ad abbassare i toni e le polemiche per consentire di sanare una ferita che ha spaccato la città. Invece le parole di Ligorio (Gildo Claps non gli attribuisce nessun titolo, ndr), sono riuscite a sporcare anche la bellezza della piazza». La famiglia Claps continua ad accusare la Chiesa. «Hanno combinato un pasticcio con le loro dichiarazioni dopo il ritrovamento del corpo di Elisa. Continuano a costruire muri e fanno un’opera di rimozione sistematica della verità, con una sequela infinita di menzogne». L’arcivescovo dice che don Marcello Cozzi è schierato apertamente con i Claps e questo complica i rapporti tra la famiglia e la Chiesa potentina. «Hanno attaccato frontalmente don Marcello che è l’unico volto decente di questa Chiesa che ci ha accompagnato in questi anni. L’unica cosa che avrebbero potuto fare era farlo vescovo. Così avrebbero chiuso questa brutta pagina». L’arcivescovo ha annunciato che pubblicherà un dossier sulla storia di Elisa. «Lo aspetto con ansia. Magari lo tirassero fuori. Loro hanno una sola verità assoluta ed è quella che dicono loro. Continuano a difendere don Mimì Sabia: hanno anche affisso una targa dentro la Trinità, mentre per Elisa non c’è un ricordo». L’amministrazione comunale di Potenza, intanto, ha deciso di intitolare ad Elisa Claps un luogo simbolo del centro storico della città. «È il minimo che una città civile possa fare». |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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