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Inciviltà sul Pollino: dagli innamorati che vandalizzano alberi al falò con legna secca di pino loricato

2/11/2022



In questi ultimi giorni la Basilicata è stata letteralmente presa d’assalto dai turisti, che, approfittando della clemenza del tempo durante il lungo ponte di Ognissanti, hanno raggiunto le principali mete regionali. Tra queste c’è sicuramente il Parco Nazionale del Pollino, dove la cosiddetta destagionalizzazione ha permesso di registrare presenze da record in ogni periodo dell’anno. Tuttavia, accanto alle note liete, ci sono a che quelle stonate rappresentate dall’inciviltà che, purtroppo, imperversa sempre e dovunque. Non bastavano i nomi degli innamorati incise sui faggi, ma gli amanti della natura e della sua bellezza hanno dovuto sorbirsi anche l’assurda visione di un focolaio spento in cui sarebbe stata bruciata legna di pino loricato. È quanto denunciato via social Saverio De Marco, esperta guida ambientale escursionista, nonché, delegato regionale AIW – Associazione Italiana Wildernes. “Ancora una volta i campeggiatori si qualificano come la categoria peggiore tra gli escursionisti. La roccia nei pressi della cima di ‘Serra Crispo’ è stata di nuovo annerita da un fuoco fatto con legna secca di pino loricato”, scrive De Marco. La zona si trova in territorio di Terranova di Pollino e siamo su una delle cinque vette lucane oltre i 2mila metri, dell’area protetta su terra ferma più grande d’Europa. La guida ha proseguito con una serie di considerazioni, consigli e rimbrotti nei confronti di chi non rispetta la “sacralità” di questi posti “A chi ha fatto il fuoco - sbotta De Marco vorrei dire: un fuoco tra i pini loricati può scatenare un incendio, oltre che danneggiare le radici che sono sottoterra; i rami secchi di pino loricato non sono legna da ardere, si tratta quasi di reperti che magari hanno pure oltre 500 anni; c'è il danno estetico che si fa ad uno dei luoghi più belli del Pollino, creando disturbo ad altri visitatori. Ovvero: fate avvelenare il fegato a chi questi posti vuol continuare a vederli integri; ci vorranno anni affinché neve e pioggia "lavino" la roccia annerita dal fuoco. Ad ogni modo è vietato nel Parco accendere fuochi, se proprio è necessario un fuoco d'emergenza quantomeno che si scenda nella faggeta, facendo poi sparire le tracce”.



Non è la prima volta che ci siamo trovati a riportare casi di visitatori selvaggi, che ovviamente si possono trovare dappertutto ma non di rado se ne ha purtroppo notizia nel Pollino. “Le alte quote del Pollino - conclude la guida, che racconta le sue esperienze nel blog: guidapollinosaveriodemarco.wordpress.com - andrebbero visitate in punta di piedi: il turismo può conciliarsi con la conservazione della natura purché venga adottato il motto: leave no trace (senza lasciare traccia, ndr). Se proprio volete seguire la moda del "bushcraft" che imperversa su YouTube, scegliete boschetti anonimi vicino casa vostra invece di venire a far danni nelle aree protette!”.


 


Gianfranco Aurilio


Lasiritide.it




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