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Il volto di Leonardo in Lucania

8/02/2009



Un uomo sulla cinquantina, barba e capelli lunghi, cappello scuro, occhi azzurri. Arriva dalla Basilicata il dipinto che riporta l'attenzione sul mistero del volto di Leonardo (1452-1519). Basta confrontarlo con la celebre opera degli Uffizi. È evidente, si tratta di un ritratto inedito del genio di Vinci. Identici la pastura di tre quarti, il copricapo,la,capigliatura. A individuare l'opera, ad Acerenza (Potenza), è stato Nicola Barbatelli (nella foto), accademico costantiniano, storico, ricercatore dell'ordine dei Cavalieri templari, nel corso di uno studio sulle confraternite di dottrina pitagorica lucane nel Medioevo. (La Siritide ha pubblicato un articolo della grande scoperta il 29 gennaio scorso). «Leonardo era affascinato dalla geometria aurea», dice. E aggiunge: «Proprio in Basilicata portano le origini del nobile salernitano proprietario del ritratto».

LA PIUMA DEL CAPPELLO
Il legame col dipinto degli Uffizi è stretto, spiega Alessandro Vezzosi, direttore del Museo ideale Leonardo da Vinci, incaricato di analizzare l'opera. «I ritratti di Leonardo sono pochissimi e questa scoperta apre nuove strade. È cruciale arrivare a una datazione e perciò servono gli esiti della radiografia, della prova al carbonio, serve studiare e capire se sotto il dipinto c'è un disegno. A prima vista il ritratto pare successivo a quello degli Uffizi, che è del Seicento; aspettiamo le analisi. La piuma del cappello, aggiunta in un secondo momento, fa pensare a due periodi diversi». A volte, mentre scriveva, Leonardo si divertiva a schizzare sul foglio la sua ombra. Ma non ci ha lasciato, o non ci sono arrivate, immagini da giovane. Possiamo avere un'idea del suo volto solo in età matura, grazie a poche opere. La più nota è un Autoritratto, disegno a sanguigna conservato a Torino. Ci sono poi quattro ritratti: un disegno. di profilo e tre dipinti, tra cui quello degli Uffizi, considerato un autoritratto fino al 1930, quando una radiografia l'ha «declassato» a ritratto.

QUEL VIAGGIO NEL SUD
«Il dipinto di Acerenza ci riporta al viaggio a Sud di Leonardo, avvolto nel mistero. Non ci sono prove,ma indizi e coincidenze». Quando lascia Milano, scrive un promemoria (il Memorandum di Ligny) per ricordarsi, una volta a Napoli, della donazione fatta a un tal Ligny, appartenente a una famiglia di feudatari che nel Medioevo viveva tra Salerno e la Lucania, la zona di provenienza del ritratto. «L'Italia del Sud poi è disseminata di opere di seguaci di Leonardo: da Cava dei Tirreni a Catania, da Messina a Palermo».

Silvia Casanova
"OGGI"



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