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La voce della Politica

Don Marcello Cozzi su omicidio di Montescaglioso

31/05/2019

Purtroppo Montescaglioso è un nome ci riporta sempre alla mente le guerre di mafia degli anni Novanta, storie di lupara bianca, i nomi di clan che rispondevano ai Zito, D'Elia, Modeo, Bozza, e poi la strage di maggio del 1991. Ma ci evoca anche la ribellione di commercianti che all'arroganza dell'imposizione del pizzo preferirono la difesa della loro libertà, e una comunità che con il tempo ha saputo smarcarsi da quegli anni orribili dando dimostrazione che quando si è uniti e decisi la pianta cattiva del malaffare e della mafia può essere sicuramente debellata.

I fatti di sangue di questi ultimi giorni e gli ulteriori sviluppi investigativi che seguono quelle orme fino al vulture melfese, ci dicono invece che se si vuole sradicare davvero questa pianta cattiva non è sufficiente voltare pagina e lasciarsi alle spalle stagioni così difficili, ma occorre che non si abbassi mai la guardia, che non ci si adagi mai sulle conquiste ottenute e rendersi sempre più conto che le azioni giudiziarie vanno sempre accompagnate da percorsi di riappropriazione culturale delle nostre comunità e di promozione di opportunità sociali.

“Un morto ogni tanto” è l’evento che realizzeremo a Marconia la prossima settimana e organizzato quando ancora il sangue non era stato versato nelle campagne di Montescaglioso. La cronaca, come spesso accade, ha superato e anticipato i nostri programmi, e ci conferma purtroppo che in Basilicata tra un omicidio e l’altro – che fortunatamente avvengono in modo sporadico – c’è un fiume carsico che continua a scorrere in silenzio e che nessuno può permettersi mai di sottovalutare.



Don Marcello Cozzi,

Segreteria nazionale Libera



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