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Leggieri M5s sui calanchi di Montalbano J. minacciati da un mega parco eolico

6/12/2017

Il paesaggio dei Calanchi di Montalbano jonico, ricorda vagamente gli orizzonti desertici della Cappadocia. È un’ampia distesa collinare dal fascino del tutto particolare i cui attrattori sono la macchia mediterranea, le querce centenarie e i fossili di animali preistorici, tanto da essere diventata Riserva.
Definito dai massimi esperti un vero museo paleontologico a cielo aperto, il geosito dei Calanchi di Montalbano Jonico testimonia la storia del Pianeta, dagli effetti delle glaciazioni che hanno modificato flora e faune, alla stessa evoluzione dell’uomo.
Per questi motivi, i Calanchi sono costantemente visitati dagli scienziati di mezzo mondo, tanto da essere stati proposti all’Inqua (International Union for Quaternary Research) per il Chiodo d’oro (golden spyke): un prestigioso riconoscimento internazionale in campo geologico che consente, alla località che lo possiede, di essere riportata in tutti i testi odiali come ‘area di riferimento’ per studiare la perfezione della sedimentazione millenaria.
Esistono soltanto altri due esempi come il geosito della riserva dei calanchi di Montalbano. Uno in Cina e l’altro in Nuova Zelanda.
L’unanime approvazione da parte del Consiglio regionale della Basilicata, nella seduta del 18 gennaio 2011, del disegno di legge istitutivo della Riserva naturale dei Calanchi di Montalbano Jonico’, rappresenta il primo riconoscimento istituzionale dell’unicità di questo patrimonio naturalistico e, dunque, della condivisa volontà di predisporne un’adeguata azione di tutela e di efficace valorizzazione. Ci sono voluti 13 anni per avere la riserva. Ora sono 6 anni che abbiamo questa realtà più unica che rara in Basilicata e che fatica ad essere gestita dato che i finanziamenti regionali sono stati fino ad oggi a dir poco ridicoli.
Parliamo di un geosito risalente circa 70 milioni di anni fa minacciato dall’ennesima scelleratezza della politica lucana che invece di valorizzarlo, proroga una VIA per la realizzazione di un gigantesco parco eolico ai suoi confini. Parliamo di dieci pale di 100 metri l’una che inevitabilmente andranno a depauperare un panorama, ripeto, più unico che raro. E’ evidente che prorogare la VIA per uno scempio del genere denota una palese incapacità dell’attuale governo regionale nel valorizzare il territorio, tenendo presente che una gestione accurata potrebbe mettere in moto l’economia locale creando anche nuovi posti di lavoro.
Ricordiamo che la riserva in questione, è meta di visitatori di tutta Italia che favoriscono l’economia e che l’area è stata oggetto di visita di assessori e consiglieri regionali per celebrare la candidatura del “geosito dei Calanchi di Montalbano”, al titolo di “Patrimonio dell’Umanità” dell’Unesco. Politica che fa tutto e il contrario di tutto.
La Regione, invece di annullare definitivamente il permesso, vista la propensione naturale e turistica dell’area, ha invece pensato bene di concedere a una società con sede in Potenza, la Cargo, una proroga per la realizzazione dell’impianto del tutto incompatibile con lo SKI LINE della Riserva.
Su questi presupposti abbiamo depositato un’interrogazione con la quale abbiamo chiesto al Presidente Pittella, e all’Assessore al ramo:
1) I motivi per i quali è stata concessa la proroga di 5 anni alla VIA scaduta inerente un parco eolico impattante sul panorama di una riserva regionale protetta, molto importante e che tutela uno strato di pleistocene medio di rara purezza geologica;
2) In capo a chi è la proprietà della società Cargo con sede in Potenza, in pratica vogliamo nomi e cognomi;
3) Se ci sono ancora margini per rivalutare e rispettare la volontà di tutela della regione Basilicata riguardo alla Riserva Regionale dei Calanchi di Montalbano Jonico, insomma se ci sono elementi (e a parer mio ci sono) per far marcia indietro e salvare dallo scempio un sito preziosissimo.

Gianni Leggieri
Capogruppo M5S Basilicata




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Dice che era un bel torrente ma non andava più al mare
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Scusate, non ho resistito. E’ 4 marzo, del resto, e chiedo scusa a Lucio Dalla per questa scapestrata citazione. C’è qualcun altro, però, che dovrebbe chiedere scusa, oggi. Proprio oggi che il torrente Sarmento, deviato in parte dal suo corso naturale, immette un bottino idrico di 80 milioni di metri cubi in più all’anno nel grande invaso di Montecotugno. Serve a completare lo schema idrico del Sinni, per un progetto cominciato negli anni Settanta, quando la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista erano i due grandi partit...-->continua




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