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| Ciclismo, la sfida iridata della Nazionale parte da Matera |
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6/09/2026
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| Matera diventa il punto di partenza della grande sfida iridata della Nazionale di ciclismo su strada. Ieri, nella cornice di Casa Cava è stata presentata la spedizione azzurra che dal 20 al 27 settembre sarà impegnata ai Campionati del Mondo di Montreal. Un appuntamento storico per il Mezzogiorno che per la prima volta ospita la presentazione ufficiale degli atleti italiani in vista di una rassegna mondiale su strada.
L’evento ha fatto da prologo alla firma del Protocollo d’intesa tra la Federazione Ciclistica Italiana e l’Apt Basilicata, un accordo strategico volto a promuovere il cicloturismo e a valorizzare le eccellenze del territorio lucano attraverso l’uso della bicicletta.
Sull’importanza dell’iniziativa è intervenuto il Presidente della Regione, Vito Bardi, sottolineando come la presenza della Nazionale a Matera rappresenti un motivo di orgoglio per tutta la comunità lucana e un segnale forte di rilancio dello sport e della promozione territoriale nel Sud Italia.
“Siamo orgogliosi di accompagnare il percorso degli atleti azzurri verso il Canada – ha detto Bardi -. La firma di questo Protocollo nasce con una visione strategica sul futuro. Crediamo fortemente nel valore del cicloturismo come risorsa fondamentale per la valorizzazione del nostro patrimonio naturale e culturale. Le due ruote rappresentano uno strumento straordinario di mobilità sostenibile e di narrazione dei luoghi: attraversare la Basilicata in bicicletta significa vivere un’esperienza autentica, tra paesaggi incontaminati e borghi ricchi di storia”. Il Presidente rivolge un ringraziamento alla Federazione Ciclistica Italiana per aver scelto la nostra regione e un caloroso ‘in bocca al lupo’ a tutti i ragazzi e le ragazze della spedizione azzurra. “Sulle strade di Montreal – conclude – porteranno il talento dello sport italiano e la forza e il calore della Basilicata. Buona strada, Azzurri”. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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