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Bagno di folla e commozione per Zaccarelli: il “Memorial Tartaglia” è un trionfo

25/05/2026



Un clima di festa, in un mix tra allegria e (dolce) commozione, ha accompagnato la nona edizione del “Memorial Mauro Tartaglia”, tradizionale evento organizzato dal Toro Club Melfi “Gian Paolo Ormezzano”, manifestazione sportiva e culturale in memoria di Mauro Tartaglia, figura mai dimenticata nel contesto melfitano (e non solo) per le sue benemerenze nel ruolo di educatore, amministratore pubblico e animatore civile.

Dopo il saluto istituzionale del sindaco Giuseppe Maglione, a fare gli onori di casa (davanti a oltre cento persone) è stato il presidente del club Gianluca Tartaglia, il cui costante impegno ha condotto a Melfi un'altra leggenda del mondo granata: Renato Zaccarelli, Campione d'Italia nel 1976 e terzo torinista per numero di presenze (413) alle spalle dei soli Giorgio Ferrini e Paolo Pulici.

Proprio a Zaccarelli è stata dedicata la mostra “Il Lord Granata”, allestita da Giampaolo Muliari (direttore del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata) e dal figlio Alessandro, storici amici del club lucano e instancabili nella costante opera di diffusione della memoria granata in centinaia di mostre in giro per l'Italia.

L'epopea di Zaccarelli è stata raccontata dagli esordi fino alla parentesi da allenatore, che permise al Torino di tornare in Serie A nel 2005 (promozione poi svanita nei meandri di un fallimento mai chiarito a fondo).

“Sono arrivato a Torino da ragazzo, dopo che con le mie Marche vincemmo un campionato interregionale giovanile e fui acquistato inizialmente dal Catania – ha detto un Zaccarelli più volte in preda all'emozione, commosso dall'affetto del pubblico – ma ben presto ho imparato cos'era il mondo Toro, potendo frequentare il Filadelfia e la prima squadra di allora, su tutti Giorgio Ferrini. Sapete, il ricordo di Superga era ancora fresco e capitava spesso che i giovani rampanti fossero paragonati a qualche componente di quella mitica squadra. Difficile, ma anche un onore immenso”.

Zaccarelli ha poi raccontato alcuni retroscena della vita da spogliatoio e di quanto sia stata importante la figura di Gigi Radice nel costruire la squadra che il 16 maggio 1976 avrebbe vinto lo scudetto, l'ultimo della storia granata. “In particolare aveva compreso prima di altri l'importanza della preparazione atletica: durante i ritiri in montagna diceva che al pomeriggio saremmo usciti a fare una passeggiata... peccato che ci portava in luoghi accessibili – forse – soltanto agli stambecchi!”.

L'evento è stato arricchito da un filmato emozionale dedicato a Zaccarelli (realizzato da Fabio Milano), nonché da un video-saluto di Paolo Pulici per il suo compagno di tante battaglie.

Zaccarelli, tra l'altro, è stato insignito del premio “Piero Rinaldi – l'amicizia nello Sport”, in memoria dell’indimenticato presidente del CR della Lnd Basilicata i cui familiari hanno premiato Zaccarelli sinceramente commosso e ricordato con affetto da Franco Selavaggi, campione del Mondo con l'Italia nel 1982 e torinista in due intense stagioni dal 1982 al 1984, amico personale dello storico dirigente lucano.

PREMI E INIZIATIVE
Come tradizione, il “Memorial Tartaglia” ha consegnato il premio giornalistico “Gian Paolo Ormezzano” giunto alla XX edizione. Nell'occasione è stato premiato Riccardo Bisti, commentatore tennistico per Sky Sport ed Eurosport, nonché acceso tifoso torinista. Una passione che ha condotto alla realizzazione de “Il Toro di Amsterdam” (Milieu Edizioni, 2022). Il libro racconta l'epopea del Torino dei primi anni '90 guidato da Emiliano Mondonico, un sogno tra luci e ombre che si è infranto sui pali di Amsterdam nella finale di Coppa Uefa contro l'Ajax. Bisti ha presentato il libro dialogando con Alessandro Muliari in un vibrante botta e risposta, colmo di aneddoti e curiosità.
“Da studente universitario con la passione per il giornalismo rimasi colpito, leggendo le pagine granata di Tuttosport, dalle iniziative del club di Melfi – ha detto Bisti – quando fu istituito il premio giornalistico pensai che un giorno sarebbe stato bello essere preso in considerazione. Poterlo vincere vent'anni dopo, peraltro in memoria di un'istituzione della nostra categoria come Gian Paolo Ormezzano, è dunque un'emozione molto, molto speciale”. Tra i vari riconoscimenti, particolarmente sentito quello a Giampaolo e Alessandro Muliari: non è azzardato definirli “melfitani d'adozione” per la disponibilità che ogni anno dedicano all'evento, impreziosendolo con cimeli di alto valore storico. Non a caso, è stata consegnata loro la tessera onoraria del club.

C'è poi stata un'appendice: un premio per alcuni soci del Toro Club Melfi per la loro costante partecipazione alle partite del Torino, in ogni angolo d'Italia, laddove lo striscione del club non manca mai. A uno di loro è stata consegnata una maglia autografata di Che Adams. L'evento (magistralmente condotto da Luigi Di Lauro, giornalista di RAI Basilicata) si è poi concluso con un'affollata cena sociale del club, a cui hanno preso parte gli amici del vicino Toro Club BAT (Barletta-Andria-Trani), presenti con una delegazione. Tanta gioia per il direttivo del club, a partire da un Gianluca Tartaglia il cui discorso introduttivo ha generato un lungo e sentito applauso. Tra l'altro c'è stata occasione di ricordare le prossime iniziative del club, che nel 2026 sarà incentrata sulle celebrazioni per il 50esimo anniversario dell'ultimo scudetto granata. Perché Melfi, ancora una volta, si conferma in prima linea nel variegato e affascinante microcosmo del tifo torinista.


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