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Viggiano, memoria e denuncia: flash mob per Gianluca Griffa

27/06/2026

Giovedì scorso, nell’ambito della campagna nazionale di Liber “Fame di verità e giustizia”, abbiamo ricordato, con un Flash mob davanti al Centro Oli di Viggiano, Gianluca Griffa, il giovane ingegnere, responsabile della produzione in quell’impianto fino al 2013, anno in cui, alla fine del mese di luglio, secondo la versione ufficiale Gianluca si sarebbe suicidato in un bosco nei pressi Montà d’Alba, suo paese d’origine, in provincia di Cuneo.
In un memoriale, Gianluca Griffa ha lasciato le tracce che ci fanno comprendere quello che era accaduto prima della sua tragica fine ed anche quello che sarebbe accaduto quattro anni dopo, quando la rottura di un serbatoio ha provocato lo sversamento di oltre 400 tonnellate di greggio, con grave contaminazione del reticolo idrografico.
Ed erano esattamente i rischi che Gianluca Griffa aveva paventato anni prima, inascoltato dall’azienda, che anzi aveva considerato le segnalazioni di Gianluca come un disturbo alla serenità lavorativa.
Insieme alle associazioni che da anni si interessano alle questioni ambientali, alla tutela della salute e ai tanti buchi neri di verità che attanagliano la Val d’Agri, abbiamo deciso di continuare a ricordare la storia di Gianluca Griffa. Lo abbiamo fatto, in una staffetta ideale della memoria tra le due regioni, in Basilicata con il presidio della Val d’Agri e in Piemonte con il presidio di Libera Cuneo.
Ricordare Gianluca Griffa non è solo un dovere di memoria, ma è anche il riconoscimento dell'esempio che ha dato a tutti noi questo giovane ingegnere, arrivato in Basilicata per fare semplicemente il suo dovere, con professionalità, onestà e limpidezza.
In Val d'Agri è percepibile la cappa del silenzio, figlia di quel ricatto sottile, che chiede, in cambio del lavoro, una sorta di sudditanza, che toglie dignità, che opprime le coscienze, fino al punto che di Gianluca Griffa, una persona perbene, come sussurrato a mezza voce da chi lo aveva conosciuto, non si debba parlare.
E, allora, proprio per questo, è necessario rompere quella cappa, ed è necessario farlo, solidarizzando anche con tutte le lavoratrici e i lavoratori che non possono farlo.
È necessario farlo per la nostra dignità. Ricordare Gianluca Griffa e la sua storia cristallina, di chi non voleva proprio saperne di girarsi dall'altra parte, è quanto continueremo a fare.
Torneremo lì al COVA a far risuonare il nome di Gianluca Griffa, non come una provocazione, ma come una spinta doverosa a un di più di coraggio collettivo, perché nessuno sia mai più lasciato solo, come accadde a Gianluca.
E perché nessuno debba aver paura di dare voce alla propria coscienza, come abbiamo percepito, davanti al COVA, in alcuni sguardi e bocche tappate, in cambio di uno stipendio.
Quel silenzio che gli veniva imposto a Gianluca non andava giù. Non poteva venire meno al suo dovere di professionista e di cittadino. E per questo, aveva messo nero su bianco i dati tecnici, segnalando il rischio imminente di corrosione perforante dei fondi dei serbatoi e il pericolo di una massiccia contaminazione ambientale. Quello che si sarebbe puntualmente verificato a distanza di qualche anno.
Il procuratore Curcio ebbe a ricordare che se erano apparse immediatamente chiare le cause del disastro ambientale verificatosi nel 2017 questo lo si doveva a Gianluca Griffa.
Per questo continueremo e ricordarlo e solleciteremo le organizzazioni sociali, sindacali, gli ordini professionali a unirsi in questo dovere di memoria e di civiltà. Perché condividere la stessa "Fame di verità e giustizia" è sempre il primo passo da compiere, insieme, per impedire che all’inquinamento dell’ambiente si aggiunga un pericoloso inquinamento delle coscienze, coperto da zone d’ombra e da inaccettabili compromessi o ricatti.
E, in ultimo, non possiamo non ricordare, ancora una volta, che il lavoro non può mai tradursi in una sottrazione di diritti e dignità, fino alle forme più gravi di sfruttamento e di schiavitù, a cui purtroppo stiamo assistendo con sempre maggiore frequenza.

Coordinamento regionale Libera Basilicata



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