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La voce della Politica
| PSI Lavello, un anno di amministrazione Carnevale: Fallimento totale |
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20/06/2026 | Il sindaco Carnevale, dopo i noti fatti del 2 giugno, sulla panchina inaugurata ad iniziativa di dichiarati fascisti, che ha messo la città in imbarazzo a livello nazionale per la presenza di rappresentanti dell'amministrazione, si esibisce nella richiesta di un istrionico patentino “anti totalitarismo”.
È l’ennesimo maldestro tentativo per distogliere l’attenzione dai problemi reali e promuovere la propria immagine invece di solide idee di governo. Incominci da se stesso Carnevale ad applicare il patentino intestando la panchina al Comune ed escludendo l'associazione interessata dai siti istituzionali. Ci permetta in ogni caso di conferirgli formalmente il Patentino alla Faccia di Bronzo.
È nostro dovere invece e della stessa comunità lavellese fare una lucida analisi di quanto accaduto in questo anno di amministrazione, sotto il profilo amministrativo, ma urgente più che mai sotto il profilo Politico.
Lavello è fanalino di coda in ogni ambito territoriale e non vi è traccia di relazioni istituzionali utili a invertire il declino inarrestabile della comunità.
Alla mera gestione ordinaria che pure palesa delle voragini incalcolabili, non è associata in alcun modo una visione o azione strategica che possa tirar fuori questa comunità dalle sabbie mobili.
La prima voragine incalcolabile in ordine di gravità è la gestione di Astea con debiti computati allo stato attuale per oltre 600 mila euro
I pochi sbiaditi tentativi di creare un diversivo al ristagno dell’economia e delle attività sociali e pubbliche si basa o sulla stentata prosecuzione di idee passate o sulla resiliente iniziativa dei nostri concittadini.
Una doverosa valutazione complessiva delle condizioni di governo della città, che risultano evidenti a tutti.
E mentre noi cerchiamo di dare alla collettività e all’amministrazione del bene comune la precedenza assoluta, non possiamo tuttavia sottrarci all’analisi attenta di quello che, per chiara esclusiva volontà del Sindaco, è stato l’unico tema su cui si è incentrato il dibattito pubblico, dentro e fuori le aule delle Istituzioni.
In barba al patentino democratico, è dato acclarato che le ultime elezioni amministrative si sono svolte in un clima inquinato e condizionato da dinamiche estranee al corretto esercizio democratico e alla tutela dell’interesse pubblico. A questo professionista dell’abuso e della dissimulazione, che ha voluto a più riprese infangare e mettere in discussione la stessa composizione dell’assise democraticamente eletta, denunciando pratiche poco lecite e poco trasparenti, rispondiamo con fermezza che tali pratiche equivoche sono state messe in atto proprio da chi governa attualmente Palazzo di Città, con ogni mezzo a propria disposizione e traendo indebiti vantaggi da un doppio profilo che determina di fatto sovrapposizioni rischiose per la stessa democrazia.
Costui nonostante avesse promesso in caso di elezione di esercitare il mandato di Sindaco a tempo pieno ha poi tradito la parola data ai cittadini e la loro fiducia mantenendo volutamente un doppio ruolo.
Le evidenze di questo clima opaco, segnato da tensioni e da una costante alimentazione di conflitto nella collettività, attraverso la diffusione di informazioni distorte e manipolatorie, si sono riscontrate anche nella scomparsa di interi profili social e di post oltraggianti orientati a seminare odio nella comunità, oltre che in altri comportamenti che appaiono inopportuni e non trasparenti.
Tra quest’ultimi oggi pesa più che mai la circostanza per cui un Consigliere comunale, poi eletto Sindaco, ha preso di fatto parte a dinamiche investigative di polizia giudiziaria nei confronti di un altro consigliere: se ciò è democraticamente e politicamente inaccettabile, soprattutto perché di fatto ha tratto vantaggi politici da quanto ne è seguito, giuridicamente ci impone una approfondita doverosa riflessione sulle potenziali condizioni di ineleggibilità di questo Sindaco.
È necessario che la cittadinanza possa riflettere con piena consapevolezza su quanto accaduto e su quanto ha inciso e continua ad incidere sulle persone e sulle istituzioni di questa città a causa del perseguimento di un potere fine a sé stesso e con ogni mezzo possibile. Ognuno deve potersi affacciare alla vita pubblica ed all’impegno politico senza timore di maldestre ritorsioni o ripercussioni personali.
È proprio per evitare che tali dinamiche possano ripetersi che occorre riaffermare con forza la centralità della verità come principio guida dell’azione pubblica e come unico strumento contro la deriva etica e politica che abbiamo vissuto come cittadini e che, purtroppo, ancora oggi continuiamo a vivere. Carnevale e la sua amministrazione hanno dimostrato non solo di essere inadeguati ma anche di essere fuori luogo. A rimetterci oggi però sono tutti i cittadini di Lavello. |
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