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Strage di braccianti, quattro arresti a Matera

19/12/2025



Quattro cittadini pakistani, domiciliati a Policoro, sono stati arrestati questa mattina in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Matera su richiesta della Procura. Il provvedimento è stato eseguito dalla Squadra Mobile, dal Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri, dalla sezione di polizia giudiziaria della Procura e dalla Polizia Stradale. Gli arrestati sono indagati per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, oltre che per violenza privata. L’indagine trae origine dal grave incidente stradale avvenuto il 4 ottobre scorso lungo la strada statale 598, nel territorio di Scanzano Jonico, nel quale persero la vita quattro braccianti di nazionalità indiana e rimasero feriti altri lavoratori stranieri. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero organizzato e gestito un sistema di reclutamento e impiego di manodopera agricola straniera, soprattutto per la raccolta delle fragole, operando in diversi comuni della Basilicata.


 


La Garante regionale detenuti, vittime di reato, salute e anziani: “Le vittime di questi reati non sono numeri, ma persone, storie, famiglie spezzate. A loro deve andare non solo la solidarietà, ma un impegno concreto delle Istituzioni”


“I fatti emersi dall’inchiesta sulla tragedia di Scanzano Jonico, restituiscono un quadro di estrema gravità che non può lasciarci indifferenti. In questo contesto, è essenziale riconoscere il lavoro fondamentale svolto dalla Procura della Repubblica di Matera e dalle forze dell’ordine, il cui intervento ha consentito di far emergere responsabilità e violazioni gravi, riaffermando il principio di legalità e la tutela dei diritti fondamentali”. Lo afferma la Garante regionale detenuti, vittime di reato, salute e anziani, Tiziana Silletti, precisando che: “le indagini parlano di lavoratori migranti sfruttati, minacciati, costretti a vivere e lavorare in condizioni disumane, privati della libertà e della possibilità di denunciare, fino a diventare vittime di un sistema che ha trasformato il lavoro in sofferenza e paura”. 


“La morte di quattro braccianti - evidenzia Silletti - non è solo una tragedia stradale, ma il drammatico epilogo di un contesto segnato dal caporalato, dallo sfruttamento e dalla negazione della dignità umana, come emerge chiaramente dalle accuse contestate agli arrestati. Persone arrivate in Basilicata in cerca di lavoro e di una vita migliore si sono ritrovate intrappolate in una condizione di ricatto e isolamento, invisibili fino al momento più tragico. Come Garante per le vittime di reato della Regione Basilicata, sento il dovere di richiamare l’attenzione sulla condizione di profonda vulnerabilità in cui vivono molti lavoratori migranti presenti sul nostro territorio. Il caporalato non è un fenomeno lontano o occasionale: è una ferita aperta che colpisce soprattutto chi non ha voce, chi teme di perdere l’unica fonte di sostentamento, chi vive lontano dalla propria famiglia e senza reti di protezione”.


 


 


“Le vittime di questi reati - sottolinea la Garante - non sono numeri, ma persone, storie, famiglie spezzate. A loro deve andare non solo la solidarietà, ma un impegno concreto delle Istituzioni affinché vengano garantiti ascolto, tutela, protezione e percorsi di emersione dal silenzio, così come il rafforzamento delle azioni di contrasto allo sfruttamento lavorativo. La Basilicata non può e non deve essere terra di sfruttamento. Difendere la dignità dei lavoratori migranti significa difendere la dignità dell’intera comunità. Solo assumendo fino in fondo questa responsabilità potremo onorare la memoria di chi ha perso la vita e impedire che simili tragedie si ripetano”.




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