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La voce della Politica
| Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate: intervento del Presidente Giordano |
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4/11/2026 | "Ci sono luoghi che raccontano chi siamo meglio di qualunque parola. Questo monumento ne è l'esempio più alto: una pietra viva che custodisce la memoria della nostra storia e continua a interrogarci nel profondo.
Essere qui oggi significa celebrare e custodire l'Unità del Paese, un traguardo conquistato a caro prezzo. Significa onorare la libertà, un bene inestimabile difeso fino all'estremo sacrificio, che vive quotidianamente nell'operato delle donne e degli uomini in divisa.
È a loro che va il nostro ringraziamento più sentito, per la dedizione con cui servono lo Stato attraverso un lavoro costante e silenzioso, fatto di vicinanza e presenza.
Il nostro pensiero e la nostra più profonda gratitudine va a chi ha sacrificato la propria vita per gli ideali di Patria e di dovere. Quest’anno il nostro pensiero è rivolto, con particolare commozione, anche ai quattro militari italiani che hanno perso la vita, in Bosnia-Erzegovina, lo scorso 29 ottobre.
Celebrare il 4 Novembre significa anche guardare al presente e interrogarci sul futuro. Significa, soprattutto, rinnovare il nostro impegno a rimanere fedeli al dettato costituzionale.
Ed è proprio nei momenti più delicati, quando il contesto internazionale sembra smarrire ogni certezza, che dobbiamo ritrovare nella Costituzione la nostra bussola, i nostri principi e i nostri valori.
In particolare, nell’articolo 11, che resta un pilastro irrinunciabile della nostra democrazia e che afferma con chiarezza un principio semplice ma fondamentale: l’Italia ripudia la guerra.
La storia ci ha insegnato quanto sia devastante ogni conflitto. Eppure, a distanza di tanti decenni, assistiamo ancora a guerre, invasioni, bombardamenti e popolazioni costrette a fuggire dalle proprie case. Vediamo bambini crescere sotto le bombe e intere comunità private della possibilità di vivere liberamente.
Il rischio più grande è quello di abituarci a tutto questo, di considerare la guerra una condizione inevitabile, quasi un fatto ordinario della nostra quotidianità.
Non possiamo permetterlo.
La pace non è un'utopia, è un atto di coraggio; una scelta politica, culturale e umana. Ecco perché il 4 Novembre è il tempo e lo spazio in cui siamo chiamati a interrogarci sul Paese che stiamo edificando giorno dopo giorno.
In queste settimane le nostre piazze accolgono la voce di studenti, autotrasportatori, lavoratori e agricoltori. Protestano per il costo della vita, per i salari insufficienti e per un futuro che appare sempre più incerto, gravato da una corsa al riarmo che sottrae risorse vitali. Chi manifesta fa vivere la democrazia. La violenza va condannata senza esitazioni, ma il grido di dolore di chi si mobilita ci dice che qualcosa non funziona e le istituzioni, a ogni livello, hanno il dovere di ascoltare.
Una democrazia è forte quando sa accogliere il dissenso e riconoscere nelle richieste dei cittadini un’occasione per migliorare la società.
Perché difendere la Patria non significa soltanto difenderne i confini. Significa difendere le persone, i loro diritti, le loro libertà e le opportunità che una comunità deve saper offrire.
Significa garantire ai giovani il diritto di restare e costruire qui il proprio futuro, agli anziani una vita dignitosa, a ogni cittadino la possibilità di non sentirsi solo.
È questo il significato più autentico del servizio alle istituzioni: lavorare per le persone e non lasciare indietro nessuno.
Un pensiero particolare voglio rivolgerlo ai bambini e ai ragazzi presenti. La memoria che oggi custodiamo appartiene soprattutto a voi. Avete il diritto di crescere in un mondo nel quale le differenze non siano motivo di odio, nel quale il dialogo prevalga sulla violenza e nel quale nessuno debba perdere la vita a causa di una guerra.
A voi dobbiamo consegnare non soltanto il ricordo di chi ha combattuto, ma soprattutto la responsabilità di costruire un futuro diverso.
Perché amare la propria Patria significa anche desiderare la pace per tutte le altre. Significa riconoscere che nessun popolo può considerare la propria libertà e la propria sicurezza separate da quelle degli altri.
Oggi, davanti alla memoria dei nostri caduti, rinnoviamo dunque il nostro impegno a custodire i valori della Costituzione, a difendere la democrazia e a lavorare affinché le nuove generazioni non debbano conoscere gli orrori della guerra.
Perché il sacrificio di chi ha perso la vita per la Patria trovi il suo significato più alto nella costruzione di un mondo in cui nessuno debba più morire per una guerra.
Viva l’Italia!
Viva le Forze Armate!
Viva la Costituzione!
Viva la Pace!" |
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