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Vigili del fuoco, oggi 21 ottobre mobilitazione della Fp Cgil

21/10/2026

Anche i vigili del fuoco di Potenza e Matera sono coinvolti nella mobilitazione nazionale promossa oggi dalla Fp Cgil contro lo schema di decreto legislativo di riordino del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, atto del Governo n. 439, attualmente all'esame delle Commissioni parlamentari.

Una mobilitazione che nasce dalla forte preoccupazione per una riforma che, anziché affrontare le criticità strutturali del sistema di soccorso pubblico, rischia di compromettere le prospettive professionali del personale, introdurre nuove disparità e non fornire risposte adeguate alle esigenze operative dei territori.

"Non siamo contrari al cambiamento, ma non possiamo accettare che una riforma così importante venga costruita senza mettere al centro le donne e gli uomini che ogni giorno garantiscono il soccorso pubblico e la sicurezza delle nostre comunità - dichiarano Giuliana Scarano, segretaria generale Fp Cgil Potenza e Massimo Cristallo, segretario fenerale Fp Cgil Matera - Il riordino del corpo nazionale dei vigili del fuoco non può ridursi a una ridefinizione di ruoli, qualifiche e percorsi di carriera, senza affrontare il problema delle dotazioni organiche, della valorizzazione delle professionalità e delle risorse necessarie a garantire un servizio pubblico efficiente. Il rischio concreto è quello di intervenire sull'organizzazione del Corpo senza rafforzarne realmente la capacità di risposta ai bisogni dei cittadini".

Una questione che per la Fp Cgil assume particolare rilevanza in Basilicata, territorio caratterizzato da una complessa conformazione geografica, dalla presenza di aree interne e da diffuse condizioni di vulnerabilità idrogeologica, dove la tempestività e l'efficacia degli interventi di soccorso rappresentano un presidio irrinunciabile di sicurezza e di tutela delle comunità.

Al comando provinciale di Potenza la carenza organica strutturale nei turni operativi tocca punte del 30%, costringendo le sedi centrali e i distaccamenti territoriali a frequenti ricorsi al lavoro straordinario per garantire la composizione minima di sicurezza delle squadre. Ma la situazione non differisce al comando provinciale di Matera, connotato da una carenza diffusa sia nel comparto operativo dei vigili del fuoco che nei ruoli tecnico-informatici e di supporto.
La ridotta disponibilità di unità impatta direttamente sulla copertura simultanea di più emergenze nel territorio materano.

Pensiamo ai rischi connessi al dissesto idrogeologico, agli incendi boschivi, agli eventi meteorologici estremi e alle emergenze che interessano territori spesso difficili da raggiungere. Di fronte a scenari sempre più complessi, anche per effetto dei cambiamenti climatici, servirebbero maggiori investimenti in personale, formazione, mezzi e tecnologie. Il parco mezzi in dotazione a Potenza e Matera manifesta un avanzato stato di usura ed età anagrafica: mezzi fondamentali per il soccorso avanzato (autoscale, autogrù e autopompe serbatoio) superano in molti casi i 20 o 30 anni di servizio attivo.
Non è pensabile affrontare queste sfide attraverso una riorganizzazione che non interviene in maniera strutturale sulle reali necessità del soccorso pubblico.

La Fp Cgil contesta, inoltre, l'introduzione di meccanismi di valutazione individuale che rischiano di aumentare la discrezionalità nei percorsi di carriera, penalizzando la specificità di un lavoro fondato su un lavoro di squadra. Non si può pensare di introdurre logiche competitive in un'organizzazione nella quale la sicurezza di ciascun operatore dipende dalla professionalità e dalla capacità di coordinamento dell'intera squadra. Così come non si possono ignorare le aspettative delle nuove generazioni, il riconoscimento dell'esperienza maturata sul campo e le tutele necessarie per il personale che, dopo anni di servizio, presenta limitazioni fisiche legate all'usura lavorativa.

Eppure si pensa ad un possibile prolungamento della permanenza in servizio, come risposta surrettizia alla carenza di personale. Serve, invece, un piano straordinario di assunzioni, accompagnato da investimenti nella previdenza dedicata e complementare e da un'effettiva valorizzazione economica e professionale di tutte le figure del Corpo, a partire da quelle direttamente impegnate nelle attività di soccorso.

Preoccupa, inoltre, l'introduzione di disposizioni relative alla qualifica di agente di pubblica sicurezza, che rischiano di alterare la natura e la missione fondamentale del corpo nazionale dei vigili del fuoco, la cui funzione deve rimanere saldamente ancorata al soccorso tecnico urgente e alla salvaguardia della vita umana.

La sicurezza non si costruisce con interventi ordinamentali calati dall'alto, né scaricando ancora una volta sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso delle carenze organizzative.
Servono risorse, assunzioni, riconoscimento delle competenze e un confronto vero con le organizzazioni sindacali. Non è accettabile che chi quotidianamente assicura un servizio essenziale venga considerato un semplice destinatario delle decisioni, anziché parte attiva nella costruzione del futuro del corpo.


"Il Governo ascolti le ragioni della mobilitazione e apra un confronto serio - concludo Scarano e Cristallo - Non si può chiedere a queste lavoratrici e a questi lavoratori di garantire ogni giorno la sicurezza delle persone senza assicurare loro le condizioni, gli strumenti e il riconoscimento necessari per svolgere il proprio lavoro.
Investire nei vigili del fuoco non è un costo da contenere, ma una responsabilità pubblica verso l'intera collettività".



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