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Brasile, la nuova frontiera per le imprese del Sud Cestari: «Un’opportunità per Basilicata e Mezzogiorno»

13/09/2026

Il Brasile come porta d’ingresso per le imprese del Mezzogiorno nei mercati del Sud America. E la Basilicata che può giocare una partita da protagonista, mettendo a sistema competenze, produzioni e capacità imprenditoriali. È questa la prospettiva rilanciata dal Gruppo Cestari, in occasione dell’incontro organizzato dal Consolato Generale del Brasile a Milano per celebrare il 204° anniversario dell’Indipendenza brasiliana.

Tra gli ospiti dell’iniziativa anche il presidente del Gruppo Cestari e della Camera ItalAfrica Centrale, Alfredo Carmine Cestari, che ha incontrato il Console Generale del Brasile a Milano, l’Ambasciatore Hadil da Rocha-Vianna, insieme al suo staff. Un appuntamento che assume un significato particolare perché arriva in contemporanea con la missione di sistema italiana in Brasile e Argentina guidata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Il messaggio che arriva da Milano è chiaro: il Brasile torna a essere considerato un mercato strategico per l’economia italiana e, soprattutto, per quelle imprese che intendono crescere oltre i confini nazionali.

La missione imprenditoriale e istituzionale organizzata da Confindustria e Agenzia ICE, con la partecipazione di oltre cento imprese italiane e del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ha avuto proprio questo obiettivo: rafforzare le relazioni commerciali e industriali nell’area del Mercosur, intercettando le nuove prospettive legate all’integrazione economica e alla progressiva riduzione dei dazi.

Una prospettiva che il Gruppo Cestari conosce direttamente. In Brasile, infatti, il gruppo è presente da anni attraverso Cestari Brasil, con attività che spaziano dall’ingegneria civile alle telecomunicazioni, dalle infrastrutture alle energie rinnovabili. Una presenza radicata che rappresenta oggi una piattaforma per sviluppare ulteriormente rapporti industriali e commerciali tra Italia e Sud America.

Il Brasile, per Cestari, non è dunque soltanto un mercato da conquistare. È soprattutto un territorio nel quale costruire partnership, investimenti e cooperazione industriale.

Il gruppo è presente con strutture operative in diverse aree del Paese, tra cui Cuiabá, nel Mato Grosso, e Belém, e ha sviluppato rapporti di cooperazione con realtà istituzionali e territoriali brasiliane. Le attività comprendono opere civili, impiantistica e telecomunicazioni, oltre alla realizzazione di infrastrutture per le reti di comunicazione.

Ma è soprattutto il settore dell’energia a rappresentare una delle direttrici strategiche della nuova fase. Fotovoltaico, eolico, idroelettrico, biomassa e biogas sono i comparti nei quali il Gruppo Cestari propone soluzioni integrate, con l’obiettivo di individuare per imprese e amministrazioni le tecnologie più adatte alle caratteristiche dei territori, riducendo i costi e aumentando l’efficienza.

Una strategia che incrocia le grandi trasformazioni in corso in Brasile: crescita delle infrastrutture, transizione energetica, sviluppo sostenibile e necessità di nuovi investimenti.

«Il Brasile rappresenta una grande opportunità per le imprese italiane, meridionali e lucane – sottolinea Alfredo Cestari –. È un Paese con enormi potenzialità e con il quale l’Italia ha rapporti profondi, non soltanto economici ma anche culturali e sociali».

Il presidente del Gruppo Cestari indica in particolare la necessità di trasformare i rapporti istituzionali in occasioni concrete per le imprese.

«Bisogna creare le condizioni – spiega – perché le nostre aziende possano farsi conoscere, presentare le proprie produzioni, individuare partner e affacciarsi sui mercati esteri. Il confronto e la conoscenza sono fondamentali per costruire nuovi rapporti commerciali e industriali».

In questo percorso si inserisce il progetto “Sud Polo Magnetico”, che Cestari indica come uno degli strumenti attraverso cui accompagnare le imprese del Mezzogiorno nei processi di internazionalizzazione.

L’obiettivo è costruire una rete capace di collegare il sistema produttivo meridionale con i mercati internazionali, favorendo accordi di cooperazione, investimenti, import-export e trasferimento di competenze.

E il Brasile, in questa strategia, occupa una posizione privilegiata anche per un altro elemento: la forte presenza delle comunità di origine italiana.

«In questo immenso Paese – aggiunge Cestari – vivono tante comunità di origine italiana, orgogliosamente brasiliane ma che mantengono un legame fortissimo con l’Italia. È una storia di grande valore che ha contribuito a creare un rapporto inscindibile tra i due Paesi».

Una rete umana e culturale che può diventare anche una rete economica.

Per la Basilicata, l'obiettivo è quindi quello di non assistere da spettatrice alla nuova fase dei rapporti tra Italia e Brasile. Le imprese lucane possono trovare spazio nei settori dell’agroalimentare, dell’energia, dell’impiantistica, delle infrastrutture, della tecnologia e dei servizi, utilizzando la cooperazione internazionale come leva per ampliare i propri mercati.

Il Gruppo Cestari si propone in questo scenario come uno degli interlocutori in grado di accompagnare questo processo, mettendo a disposizione l’esperienza maturata direttamente sul territorio brasiliano.

«Il Brasile può diventare una porta per il Sud – conclude Cestari –. Dobbiamo avere la capacità di accompagnare le nostre imprese oltre i confini regionali e nazionali, creando occasioni concrete di investimento e di esportazione. La Basilicata ha competenze e produzioni di qualità: dobbiamo costruire i collegamenti perché possano essere conosciute e apprezzate anche sui mercati internazionali».

Il nuovo asse Italia-Brasile, dunque, guarda anche al Mezzogiorno. E per la Basilicata la partita si gioca sulla capacità di trasformare i rapporti istituzionali in commesse, investimenti, esportazioni e nuove opportunità per le imprese.



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