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Petrolio, Basilicata. Consiglieri centrosinistra: da Meloni toni e contenuti inaccettabili.

7/09/2026

La Presidente Meloni a Bari ha usato toni e contenuti inaccettabile sulla vicenda petrolio in Basilicata.
Il tono lascia intendere un certa protervia che lascia il sospetto che vi sia un qualche via libera per far aumentare l’estrazione in Basilicata; e ciò avviene alla scadenza, 2029, delle concessioni.
Vogliamo appena ricordare che nelle scorse settimane la Giunta regionale, senza voto del Consiglio regionale e con la contrarietà dei Sindaci, ha dato il via libera a due permessi di ricerca per idrocarburi.
Per quanto ci riguarda questo metodo ci vedrà fortemente contrari e non faremo sconti di alcuni tipo, perché sulla testa delle lucane e dei lucani non si passerà.
Nel merito, avvertiamo una certa gravità, al limite dell’offesa per le lucane e i lucani, che una vicenda cosi delicata venga affrontata in una manifestazione di propaganda politica, quasi a sottolineare un “me ne frego” di un territorio.
Poiché la vicenda andrebbe affrontata con attenzione, rigore e partecipazione adeguati nel rispetto e nelle ricerca di un equilibrio tra salute e lavoro, ma anche sopratutto nel contributo che lo Stato, e quindi il governo nazionale, intende dare ad un territorio che offre tanto al Paese, ma resta sostanzialmente in isolamento infrastrutturale e ha il tasso di emigrazione, in rapporto alla popolazione, più alto d’Italia.
Noi siamo pronti ad affrontare una discussione trasparente con responsabilità e pragmatismo con l’idea che la transizione ecologica ed energetica rappresentino insieme una vicenda industriale e la costruzione di un mondo migliore dal punto di vista della giustizia sociale e climatica.
La Presidente Meloni come la promessa, tradita, sulle accise sui carburanti, che in Basilicata misura il paradosso più rilevante in Italia, restituisce ancora una volta la sua incoerenza; sul “referendum trivelle” nel 2016 si schierò per il SI, con Matteo Salvini, dichiarando che la scelta del Governo Renzi sarebbe stata “un aiuto ad alcune grandi lobby” e ”avrebbero contribuito all’inquinamento del nostro mare”. E nel 2014 quando partì lo Sblocca Italia, che fu cambiato grazie all’iniziativa referendaria (infatti cinque dei sei non andarono a referendum perché il governo nazionale fu costretto a modificare le norme), la Meloni dichiarava “Renzi calpesta il popolo italiano per favorire le grandi lobbies”.
Cosa aggiungere se non che in Basilicata sull’unico quesito andato a referendum si raggiunse il quorum e nelle città di Potenza e Matera si arrivò a circa il 60% dei votanti. Mentre Bardi parla di ‘programmare il futuro’, dal palco di Bari Giorgia Meloni annuncia l’intenzione di aumentare la produzione nazionale di petrolio affermando che non avrebbe senso comprarlo all’estero ‘se ce lo abbiamo in Basilicata’.
Una dichiarazione che chiama direttamente in causa il futuro della nostra regione e sulla quale Bardi non può restare in silenzio. Il Presidente della Regione dica se era a conoscenza di questo progetto, se lo condivide e soprattutto quando intende aprire un confronto democratico con i lucani.
Non è accettabile che decisioni fondamentali sull'utilizzo delle risorse naturali della Basilicata vengano annunciate da un palco fuori regione, senza che i lucani siano stati preventivamente informati e coinvolti. Questa terra ha già dato moltissimo al Paese in termini di produzione energetica e impatto ambientale. Non può continuare ad essere considerata semplicemente un giacimento da sfruttare.
Anche perché abbiamo già visto come vengono utilizzate le risorse generate dal petrolio. Anziché trasformarle in investimenti, infrastrutture, lavoro e opportunità capaci di trattenere i nostri giovani, il Governo Bardi continua a spostare centinaia di milioni da una finalità all’altra per coprire emergenze, buchi di bilancio e progetti falliti. È esattamente il contrario della programmazione che oggi Bardi rivendica.
La Basilicata non ha bisogno di altre celebrazioni né di autocelebrazioni. Ha bisogno di lavoro, sanità pubblica, infrastrutture, servizi, investimenti e di una strategia capace di utilizzare le sue straordinarie risorse per costruire sviluppo e futuro.
Noi non abbiamo nulla da festeggiare. Abbiamo invece il dovere di costruire insieme un’alternativa credibile e un nuovo progetto di sviluppo per la Basilicata, rimettendo al centro programmazione, trasparenza, partecipazione e buona amministrazione. Perché dopo tanti anni di governo del centrodestra, è arrivato il momento di restituire alla Basilicata una prospettiva e ai lucani il diritto di scegliere il proprio futuro.

Le Consigliere e i consiglieri di minoranza:
Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese,
Viviana Verri, Giovanni Vizziello.



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