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''Ticket, applicato massimo criterio di equità sociale''

4/09/2026

L'assessore Latronico illustra i dettagli della misura che introduce la quota di compartecipazione di 2,50 euro per ricetta sulla farmaceutica convenzionata. Non intaccate le fasce più vulnerabili, il 40% delle ricette regionali complessive resterà totalmente esente da qualsiasi pagamento.

“Sull’introduzione della quota di compartecipazione di 2,50 euro per ricetta sulla farmaceutica convenzionata, la Regione Basilicata ha strutturato la misura applicando il massimo criterio di equità sociale e senza intaccare le fasce più vulnerabili della popolazione”. Lo dichiara l’assessore alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico, illustrando i dettagli della deliberazione della Giunta regionale numero 544.
“Il monitoraggio dell’AIFA relativo all’esercizio 2025 – spiega Latronico – ha rilevato per la Basilicata un’incidenza della spesa farmaceutica convenzionata pari al 7,38% del Fondo Sanitario Regionale, a fronte di un tetto programmato del 6,80%. Uno scostamento in valore assoluto di circa 7 milioni di euro che, per legge nazionale, impone alle Regioni l’adozione di misure di contenimento. Non agire avrebbe comportato la perdita automatica dell’accesso al finanziamento integrativo a carico dello Stato, un danno economico enorme che avrebbe paralizzato i servizi sanitari regionali”.
“È importante evidenziare il forte contrasto con la situazione nazionale. Nel 2025 – rimarca l’Assessore – il tetto della spesa farmaceutica convenzionata è stato superato da ben otto regioni, e tutte loro ad eccezione della Sardegna, avevano già introdotto da anni misure di compartecipazione alla spesa. Questo è già un dato che dimostra quanto la nostra regione abbia resistito nel tempo per non gravare sui cittadini. La Basilicata non ha introdotto alcuna quota di compartecipazione fino a quando è stato normativamente possibile, inserendosi in un macro contesto in cui la stragrande maggioranza delle regioni italiane applica già forme di ticket sulla farmaceutica”.
L’Assessore fa poi un importante chiarimento tecnico sulla natura della spesa sanitaria: “È fondamentale distinguere la farmaceutica convenzionata dalla distribuzione diretta. Lo sforamento e il conseguente ticket riguardano esclusivamente la spesa convenzionata, ovvero i farmaci prescritti dai medici di base e ritirati dai cittadini nelle farmacie territoriali. Al contrario, la distribuzione diretta, che avviene direttamente attraverso le strutture sanitarie pubbliche e gli ospedali, è stata volutamente e totalmente esclusa dal provvedimento. Questo canale intercetta infatti i medicinali ad alto costo necessari per le patologie di maggiore gravità, i percorsi oncologici e le terapie salvavita continuative. Tassare la diretta avrebbe significato colpire i malati gravi nel momento del bisogno assistenziale più acuto, cosa che abbiamo fermamente evitato”.
“Nel fare questo passo obbligato- prosegue l’assessore – la Basilicata si differenzia nettamente da tutte le altre realtà regionali essendo l’unica regione in Italia ad aver introdotto esclusivamente una quota per ricetta e non per confezione di farmaco. Questo significa che l’onere massimo per prescrizione resta bloccato a 2,50 euro, a prescindere dal numero di scatole di medicinali inserite nella ricetta. Si tratta di una misura esplicitamente studiata per tutelare i pazienti politrattati, che altrimenti, come altre regioni, avrebbero subito un insostenibile effetto moltiplicativo sui costi”.
“Sul fronte della protezione delle fasce più vulnerabili bisogna specificare che circa il 40% delle ricette regionali complessive resterà totalmente esente da qualsiasi pagamento”, rassicura Latronico. Il perimetro delle esclusioni è totale e cumulativo, coprendo integralmente la vulnerabilità sanitaria, economica e sociale. L’ esenzione è assoluta per patologie croniche, invalidanti, malattie rare, terapia del dolore cronico, invalidi civili, di guerra, del lavoro e di servizio. Nessuna quota per i cittadini sotto le soglie di reddito previste (codici E01-E05), disoccupati, titolari di assegno sociale o pensione al minimo, nonché vittime del terrorismo, detenuti e stranieri esenti.
Infine, l’assessore Latronico evidenzia una precisa scelta macroeconomica della Giunta: “La legge consente alle Regioni di aumentare le tasse sui cittadini o introdurre compartecipazioni. Noi abbiamo scelto con fermezza di mantenere l’addizionale regionale all’IRPEF all’aliquota unica del 1,23%, che rappresenta il minimo di legge nazionale per tutti gli scaglioni di reddito. Abbiamo preferito non attivare una leva fiscale generalizzata che avrebbe colpito indiscriminatamente tutti i lavoratori, scegliendo invece una misura selettiva e monitorata sul consumo farmaceutico occasionale”.
“Si tratta di una decisione forte e in netta controtendenza rispetto a quanto sta accadendo vicino a noi”, rimarca Latronico. “Basti pensare che proprio per coprire i rispettivi disavanzi della spesa sanitaria, due regioni a noi vicine hanno ulteriormente aumentato le aliquote IRPEF a fine maggio e a giugno 2026: si tratta del Molise e della Puglia dove le nuove maggiorazioni fiscali peseranno sui contribuenti a seconda degli scaglioni di reddito.”.
“L’andamento della misura – conclude l’esponente della Giunta – sarà sottoposto a un monitoraggio semestrale rigoroso attraverso i dati del Sistema Tessera Sanitaria, per valutarne l’impatto reale ed essere pronti a una rivalutazione immediata qualora le condizioni di bilancio lo permettano”.
E’ disponibile sul sito web della Regione Basilicata un report dettagliato corredato da tabelle esplicative.





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