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Zootecnia e proteine vegetali, Cia Basilicata: ''Bene il cambio di passo dell'Ue''

9/07/2026

Le nuove Strategie della Commissione europea dedicate alla zootecnia e alle proteine vegetali rappresentano un importante cambio di approccio, perché riconoscono finalmente il ruolo strategico dell'allevamento e della produzione di proteine vegetali per la sicurezza alimentare europea. Tuttavia, senza una chiara tabella di marcia, tempi certi e adeguate risorse finanziarie, il rischio è che gli obiettivi indicati restino soltanto dichiarazioni di principio.

È la posizione di Cia-Agricoltori Italiani, condivisa da Cia Basilicata, dopo la presentazione delle due comunicazioni da parte della Commissione europea.

«È positivo che Bruxelles riconosca il valore della zootecnia e la necessità di rafforzare l'autonomia produttiva europea sulle proteine vegetali – afferma il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini –. Ma ora servono scelte concrete. Agli allevatori non si possono chiedere nuovi obblighi senza garantire, allo stesso tempo, strumenti e fondi adeguati per sostenerli».

Per Cia Basilicata il nuovo orientamento europeo è particolarmente significativo in una regione dove la zootecnia rappresenta uno dei pilastri dell'economia agricola e svolge una funzione essenziale per la tutela del territorio, delle aree interne e delle produzioni di qualità.

«Gli allevatori lucani – sottolinea Cia Basilicata – condividono gli obiettivi della sostenibilità e del rafforzamento dell'autonomia alimentare europea, ma chiedono che la transizione sia realmente sostenibile anche dal punto di vista economico. Le aziende non possono affrontare da sole investimenti sempre più impegnativi. Occorrono una Politica agricola comune forte, procedure più semplici e strumenti finanziari certi che accompagnino gli allevamenti in questa fase di cambiamento».

La Strategia europea per la zootecnia riconosce finalmente che gli allevamenti non sono un problema, ma una componente fondamentale della sicurezza alimentare, dell'economia circolare e della vitalità delle aree rurali. Le misure operative previste riguardano soprattutto il benessere animale, con il graduale superamento delle gabbie e le future proposte legislative attese entro la fine del 2026 per galline ovaiole e polli da carne e nel 2027 per i suini.

Secondo Cia, però, il nodo centrale resta quello delle risorse. A fronte degli importanti investimenti strutturali richiesti alle imprese agricole, la Commissione europea si limita a ipotizzare un possibile strumento finanziario dedicato, senza indicare stanziamenti certi. Per questo l'organizzazione agricola chiede un calendario legislativo credibile, un budget riservato alla transizione, procedure autorizzative più snelle, una revisione pragmatica della Direttiva Nitrati e una Politica agricola comune capace di continuare a sostenere i comparti più vulnerabili.

Un obiettivo che interessa direttamente gli allevamenti lucani, oggi ancora fortemente dipendenti dalle importazioni di soia, che coprono circa l'80% del fabbisogno destinato all'alimentazione animale.

In questo scenario la Basilicata può giocare un ruolo importante grazie alla diffusione delle colture proteiche autoctone. Il Piano Strategico della Pac e il Complemento di sviluppo rurale regionale sostengono infatti la coltivazione di pisello proteico, favino, cece e lupino, favorendo l'inserimento delle leguminose negli avvicendamenti colturali. Una scelta che contribuisce a rafforzare la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall'estero e promuovere modelli di allevamento sempre più sostenibili e orientati al biologico.

Anche il fronte dell'innovazione offre segnali incoraggianti. L'Associazione Regionale Allevatori della Basilicata sta promuovendo l'Agro-zootecnia 4.0 per migliorare l'efficienza delle aziende, mentre il CREA è impegnato nella selezione genomica finalizzata ad aumentare la resa proteica di foraggi ed erba medica negli ambienti mediterranei, strumenti che potranno contribuire ad accrescere la competitività degli allevamenti lucani.

Per Cia Basilicata, oltre agli investimenti in ricerca e innovazione, sarà fondamentale garantire una distribuzione più equa del valore lungo la filiera agroalimentare, affinché gli agricoltori possano investire nelle produzioni proteiche con adeguate prospettive di redditività.

«L'Europa – conclude Cia Basilicata – ha finalmente riconosciuto il ruolo strategico dell'agricoltura e della zootecnia. Adesso è necessario passare dalle strategie ai fatti, mettendo gli imprenditori agricoli nelle condizioni di realizzare gli obiettivi indicati. Solo così sarà possibile rafforzare la competitività delle aziende, sostenere il reddito degli allevatori e garantire un futuro alle aree interne della Basilicata».

«L'obiettivo – conclude il presidente nazionale Cristiano Fini – deve essere trasformare queste Strategie in opportunità vere per le imprese agricole».



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