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Piano casa, Lomuti: Dal Governo no a un impegno per centinaia di migliaia di famiglie dell'edilizia convenzionata.

23/06/2026

Esprimo profonda delusione per il parere contrario espresso dal Governo all'ordine del giorno da me presentato nell'ambito della conversione del decreto-legge Piano casa. L'ordine del giorno chiedeva semplicemente al Governo di affrontare una problematica che riguarda una parte significativa del patrimonio abitativo italiano e centinaia di migliaia di famiglie che vivono in alloggi realizzati nell'ambito dell'edilizia convenzionata, agevolata e cooperativa. Parliamo di cittadini che hanno acquistato regolarmente la propria abitazione, spesso attraverso cooperative edilizie o programmi di edilizia economica e popolare, sostenendo nel corso degli anni mutui, spese condominiali, manutenzioni ordinarie e straordinarie, interventi di riqualificazione e tutti gli oneri tipici della proprietà immobiliare. Stiamo parlando di famiglie che da decenni vivono nelle proprie case e che continuano a essere coinvolte in una disciplina frammentata, disomogenea e fonte di continue incertezze giuridiche relativamente alle aree concesse in diritto di superficie. L'ordine del giorno chiedeva esclusivamente di avviare una riflessione normativa finalizzata a definire criteri uniformi a livello nazionale per la trasformazione del diritto di superficie in piena proprietà, tenendo conto dell'originaria finalità sociale delle aree PEEP, della durata del rapporto concessorio maturata e degli oneri sostenuti dai proprietari per l'acquisto, la manutenzione e la conservazione degli immobili. Per questo motivo il diniego del Governo appare incomprensibile. È difficile comprendere perché sia stato respinto perfino un atto di indirizzo che chiedeva semplicemente l'avvio di un percorso normativo volto a garantire maggiore certezza del diritto a centinaia di migliaia di famiglie italiane. La decisione assunta dimostra purtroppo una scarsa attenzione verso una problematica abitativa concreta che interessa cittadini che hanno acquistato regolarmente la propria casa e che da anni chiedono regole più eque, trasparenti e uniformi. Se si respinge persino un ordine del giorno che si limita a impegnare il Governo ad affrontare il problema, viene da chiedersi quale sia la reale volontà di intervenire sulle questioni che incidono quotidianamente sulla vita delle famiglie. Si tratta di una realtà che non riguarda soltanto le grandi aree metropolitane, ma interessa anche la Basilicata, dove molti cittadini residenti in alloggi realizzati nell'ambito dell'edilizia convenzionata e agevolata si trovano ad affrontare le medesime difficoltà e incertezze giuridiche. Ancora più incomprensibile appare tale scelta alla luce delle finalità dichiarate del Piano casa.
Se l'obiettivo è rafforzare la sicurezza abitativa delle famiglie e valorizzare il patrimonio edilizio esistente, non si comprende perché il Governo abbia rifiutato perfino di assumere un impegno politico che riguarda proprio il diritto alla casa che non può essere soggetto solo ad annunci o a proclami nei titoli dei provvedimenti: deve tradursi nella capacità di affrontare concretamente i problemi che cittadini e famiglie incontrano ogni giorno. La battaglia non si ferma qui. Continuerò a portare avanti questa iniziativa nelle sedi parlamentari e istituzionali affinché venga finalmente riconosciuta la necessità di una disciplina nazionale equa, trasparente e uniforme per la trasformazione del diritto di superficie in piena proprietà, nel rispetto della funzione sociale originaria dell'edilizia economica e popolare e dei diritti maturati da migliaia di cittadini.»


On. Arnaldo Lomuti



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