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Confsal, rapporto ISTAT 2026: Basilicata tra crescita frenata ed altri problemi

16/06/2026

I recenti dati diffusi dal Rapporto Annuale ISTAT 2026 fotografano un’Italia a due velocità, inserita in un quadro macroeconomico globale complesso e fortemente condizionato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Se a livello nazionale si registra una crescita contenuta del PIL (+0,5% stimato per il 2025) e un’espansione del mercato del lavoro, l’analisi della Confsal Basilicata mette in luce come il riflesso di questi dati sul territorio lucano richieda interventi urgenti e non più rimandabili per evitare un ulteriore isolamento economico e sociale.
Sul fronte dell’occupazione e dei prezzi, il dato nazionale evidenzia un tasso di occupazione al 62,5% e una disoccupazione in calo al 6,1%. “Un segnale positivo che però non deve trarre in inganno”, dichiara il Segretario Regionale della Confsal Basilicata, Gerardo de Grazia. “In Basilicata il mercato del lavoro sconta storicamente dinamiche più fragili. Se da un lato cala l'inattività, dall'altro rimane drammatico il nodo del potere d’acquisto. A livello nazionale le retribuzioni reali sono inferiori dell'8,6% rispetto al 2019, una contrazione che nel contesto lucano, già colpito da salari medi più bassi e da una forte precarietà, si traduce in una vera e propria emergenza sociale, aggravando il fenomeno dello spopolamento e della fuga dei giovani.”
Nel quadro macroeconomico e industriale, il rapporto mostra una netta polarizzazione: i settori ad alta tecnologia (farmaceutica, aeronautica, elettronica) registrano performance eccellenti (+52,5% nell'UE27 nel periodo 2018-2025), mentre la tecnologia intermedia subisce una forte battuta d'arresto. “Questo dato investe direttamente il cuore industriale della nostra regione, a partire dal settore automotive e dall'indotto di Melfi”, sottolinea de Grazia. “La Basilicata non può rimanere schiacciata nel guado della tecnologia intermedia e della concorrenza globale. Diventa decisiva la sfida dell'innovazione attraverso il potenziamento delle competenze, la digitalizzazione e una reale politica di attrazione degli investimenti ad alta tecnologia.” Un altro elemento centrale riguarda la finanza pubblica e gli investimenti. A fronte di un aumento nazionale degli investimenti pubblici (+9,6% nel 2025 rispetto al 2024), sostenuto dai fondi del PNRR, la Confsal Basilicata lancia un monito chiaro: “La tenuta del nostro sistema dipende dalla capacità di spesa e di messa a terra di queste risorse sul territorio lucano. Chiediamo che i fondi del PNRR vengano indirizzati prioritariamente verso il potenziamento delle infrastrutture materiali e digitali e verso misure che contrastino l'emarginazione delle aree interne.” Infine, il capitolo Ambiente e Cambiamenti Climatici rivela che le fonti rinnovabili rappresentano ormai il 49,6% della produzione lorda di energia elettrica in Italia, ma segnala anche un aumento preoccupante delle anomalie termiche nei capoluoghi (+13 giorni estivi in media). “La Basilicata, terra di petrolio ma anche di grandi risorse idriche e ambientali, deve essere protagonista e non spettatrice di questa transizione”, conclude il Segretario della Confsal. “L'impatto del turismo sull'ambiente, responsabile del 10% delle emissioni globali di gas serra, ci impone inoltre di ripensare il nostro modello di sviluppo turistico in chiave fortemente sostenibile. Transizione ecologica ed energetica devono camminare di pari passo con la tutela dei posti di lavoro, trasformando i vincoli ambientali in nuove opportunità occupazionali.”
La Confsal Basilicata ribadisce la necessità di un tavolo di confronto permanente con le istituzioni regionali per tradurre queste analisi in azioni concrete, mettendo al centro il lavoro dignitoso, la crescita salariale e lo sviluppo tecnologico del territorio.



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