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Viticoltura, Cicala: Lo Sprigno entra nel Registro nazionale

15/06/2026

«La tutela della biodiversità agricola significa proteggere la nostra identità, creare nuove opportunità per le imprese e consegnare alle future generazioni un patrimonio che appartiene a tutta la Basilicata. L’iscrizione dello Sprigno al Registro Nazionale delle Varietà di Vite rappresenta un risultato importante perché restituisce valore a una varietà unica del nostro territorio e apre nuove prospettive per la ricerca, la viticoltura e l’enoturismo regionale».



Lo dichiara l’assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, commentando la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto del 19 maggio 2026 che dispone l’iscrizione al Registro Nazionale delle Varietà di Vite del vitigno “Sprigno”, storicamente conosciuto come “Asprinio di Ruoti”.



Il riconoscimento conclude un lungo percorso di ricerca, caratterizzazione e tutela che ha coinvolto il CREA Viticoltura ed Enologia di Turi, ALSIA, il GAL Percorsi, il CNR di Tito e il Comune di Ruoti, con il contributo determinante dei viticoltori che hanno custodito questa varietà nel tempo.



Le attività di studio e recupero, avviate nell’ambito dei progetti Basivin_SUD e Val.BasVit, hanno consentito di individuare e preservare alcuni ceppi storici presenti nel territorio di Ruoti. Le successive analisi genetiche hanno evidenziato un elemento di particolare rilevanza scientifica: il profilo genetico dello Sprigno è risultato distinto da quello dell’Asprinio già presente nel Registro nazionale e non riconducibile ad altre varietà censite nelle principali banche dati viticole nazionali e internazionali.



«Questo risultato – aggiunge Cicala – dimostra quanto sia importante investire nella ricerca applicata all’agricoltura e nella collaborazione tra istituzioni, enti scientifici e territori. La biodiversità non è soltanto un valore da conservare, ma una risorsa strategica capace di generare qualità, competitività e nuove opportunità di sviluppo».



Lo Sprigno rappresenta infatti una testimonianza significativa della storia vitivinicola lucana. Per secoli è stato coltivato nell’area appenninica tra Basilicata e Irpinia e utilizzato tradizionalmente nelle pratiche di vinificazione locali. Oggi, grazie al riconoscimento ufficiale, questa varietà potrà essere valorizzata attraverso nuovi percorsi di ricerca, sperimentazione e diffusione.



«La Basilicata possiede un patrimonio agricolo e vitivinicolo straordinario che merita di essere conosciuto e valorizzato. Il recupero dello Sprigno rafforza il legame tra agricoltura, paesaggio, cultura e turismo e contribuisce a costruire nuove opportunità per le comunità locali e per le imprese del territorio» conclude l’assessore.



Secondo il direttore dell’ALSIA, Michele Blasi, l’iscrizione dello Sprigno rappresenta anche uno strumento concreto per contrastare l’erosione genetica e favorire la diffusione di produzioni ad alta identità territoriale. Le attività future saranno orientate alla disponibilità di materiale certificato per i viticoltori, alla valorizzazione delle produzioni locali e alla promozione di un racconto del vino lucano sempre più legato alla storia, alla biodiversità e all’unicità dei territori.



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