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La voce della Politica
| M5S. Sul punto nascita di Melfi Latronico risponde senza dire nulla |
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15/06/2026 | Ho letto e compreso il tentativo di rassicurazione provenuto dall’assessore Latronico circa il destino del punto nascita dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Melfi e, in generale, circa le sorti di un presidio ospedaliero tanto rilevante come quello del Vulture, porta di accesso nord alla regione Basilicata.
Un tentativo che, in parte, si appella ai numeri teoricamente in linea con gli standard previsti da AGENAS e che, per altro verso, elude la domanda cruciale posta.
Partiamo dai numeri: dunque, non solo i numeri sono soggetti a interpretazione, ma spesso la teoria ignora la complessità di una prassi clinica che non può essere imbrigliata nel numero secco. Quello standard a cui fa riferimento l’Assessore, infatti, non contempla le effettive responsabilità che gravano sulle ostetriche che operano presso il presidio ospedaliero del Vulture e che sono figlie di scelte organizzative interne di certo non suggerite da AGENAS.
AGENAS non tiene conto, ma l’Assessore dovrebbe, della copertura dei turni sulle 24 ore, così come di ferie, malattie, congedi, formazione obbligatoria, emergenze ostetriche e ginecologiche, assistenza alle pazienti ginecologiche, assistenza all’ambulatorio ginecologico-ostetrico, assistenza nel corso del puerperio e dell’allattamento. E ancora, come qualcuno ventilava, alle ostetriche spettava pure l’allestimento della sala operatoria a causa della soppressione del turno infermieristico durante le notti e i giorni festivi.
Sull’esito di questa sperimentazione torneremo dopo aver chiesto conto dei risultati conseguiti e della sostenibilità di questa scelta per l’intero reparto di ginecologia e ostetricia.
Ebbene, se AGENAS standardizza, l’Assessore dovrebbe conoscere le situazioni particolari e specifiche e, per conoscere, ascoltare. Proprio al fine di ascoltare, oltre un anno fa, avevamo invitato l’Assessore e l’amministrazione comunale a organizzare un consiglio comunale aperto incentrato proprio sul destino dell’ospedale di Melfi.
Invito ignorato alla stregua delle esigenze reali delle ostetriche.
Ma non mi arrendo e, perseverando, esorto ancora l’Assessore a incontrare la comunità melfitana e a rispondere agli interrogativi sul futuro dell’ospedale che preoccupano oggi come ieri.
Sì, perché dopo essersi trincerato dietro i numeri, l’Assessore ha eluso la domanda delle domande: qual è il futuro immaginato per il reparto di ginecologia e ostetricia e per l’intero presidio ospedaliero del Vulture?
Alla domanda relativa alla mancata pubblicazione del bando per la direzione della struttura complessa, Latronico non nega né conferma, ma parla genericamente dell’avvio di un “percorso di clinicizzazione in collaborazione con l’università”. Cosa vorrà dire concretamente? Come si traduce questo percorso?
A dirla tutta, l’opacità di questa risposta accresce le preoccupazioni sul destino del reparto e delle e dei professionisti che vi operano. Lo ribadiamo: senza sicurezza, stabilità e programmazione, i professionisti scappano. E proprio non ce lo possiamo permettere.
Grazie ai servizi offerti - dalla ginecologia all’ostetricia fino alla pediatria - quello di Melfi può diventare un punto nascita di eccellenza. E no, non è fantasia, è storia.
E se di numeri vogliamo parlare, i numeri raccontano anche cos'è stato quel reparto e cosa potrebbe ancora essere, grazie all’abnegazione di tutto il personale sanitario e alla lungimiranza dell’indirizzo politico.
Bisogna averne cura.
Alessia Araneo (Consigliera regionale – Capogruppo Movimento 5 Stelle Basilicata) |
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