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Lomuti M5S. Callmat: 350 famiglie a Matera sull'orlo del baratro. Dietro i licenziamenti c'è una scelta precisa

1/06/2026

Partiamo dai fatti. TIM ha avviato un progetto strutturato per sostituire progressivamente il proprio servizio clienti vocale — il 187, il numero verde Consip, il 119 per l'assistenza mobile — con agenti di intelligenza artificiale sviluppati da una startup israeliana. Il progetto è già in esecuzione. I lavoratori di Matera lo stanno pagando adesso, con 350 famiglie che rischiano il licenziamento entro fine giugno.

Non propongo di fermare l'automazione per decreto. Ma c'è una differenza enorme tra accettare la trasformazione tecnologica e accettare che avvenga senza governo, senza che chi la introduce si faccia carico di chi perde. L'intelligenza artificiale non è neutrale: è uno strumento nelle mani di chi detiene capitali e posizioni dominanti. Quando TIM sostituisce centinaia di lavoratori con un sistema automatizzato, compie una scelta distributiva precisa — trasferisce valore dagli stipendi dei lavoratori ai propri margini. Pretendere che lo Stato debba limitarsi a prenderne atto non è una posizione tecnica: è una scelta di campo.

C'è poi una questione che nella mia attività parlamentare ho già sollevato e che non posso tacere qui. La startup coinvolta è israeliana, con sede e sviluppo tecnologico in Israele. Mentre il governo israeliano porta avanti a Gaza un'operazione che corti internazionali e organismi multilaterali definiscono nei termini più gravi, non è accettabile che contratti para-pubblici con aziende di quel Paese vengano stipulati come se nulla fosse. TIM è un operatore strategico nazionale con partecipazione pubblica attraverso Poste Italiane: le sue scelte hanno un peso che va oltre la logica commerciale. Ho chiesto e continuerò a chiedere in Parlamento piena trasparenza su questi contratti: chi sono i fornitori, dove hanno sede, con quali procedure sono stati selezionati.

C'è infine un pattern che bisogna nominare senza reticenze. TIM ha usato per decenni il Mezzogiorno come bacino di lavoro a basso costo, portando call center in Basilicata, Calabria e Campania perché lì il lavoro costava meno e le alternative erano quasi inesistenti. Ora che l'automazione supera quel modello, quegli stessi territori vengono abbandonati senza riconversione, senza piano, senza nemmeno un atto di responsabilità. Il Sud è stato utile quando era conveniente. Adesso si volta pagina.

Matera non può permettersi di perdere 350 posti di lavoro nel vuoto. Non esistono bacini occupazionali alternativi capaci di assorbire quella fuoriuscita. La Regione Basilicata ha risposto con un bando che l'azienda stessa ha definito inutile. Il governo convoca tavoli che slittano e si chiudono con verbali di mancato accordo. Al tavolo ministeriale del 10 giugno chiedo impegni precisi e vincolanti: ammortizzatori adeguati, un piano reale di riqualificazione, e una risposta chiara sulle scelte che TIM ha compiuto. Non è chiedere di bloccare l'innovazione. È chiedere che chi innova si assuma la responsabilità di ciò che distrugge.



On. Arnaldo Lomuti

Deputato M5S



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