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Sanità territoriale, ecco il cronoprogramma

20/05/2026

“Stiamo costruendo, passo dopo passo, una medicina territoriale più vicina ai bisogni reali delle persone, capace di azzerare le distanze e superare le disuguaglianze geografiche della nostra regione, per garantire il diritto alla salute a prescindere da dove si risieda. Non destrutturiamo, ma riorganizziamo; non indeboliamo, ma fortifichiamo”. Lo dichiara l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, illustrando i dettagli e il cronoprogramma del nuovo modello organizzativo della sanità territoriale della Regione Basilicata. Un piano strutturato in piena conformità alle direttive del Dm 77 del 2022 e sorretto da precisi riferimenti normativi regionali, quali: la Dgr numero 948 del 2022, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale con delibera numero 506 del 2023, e la Dgr numero 600 del 2024 che adegua la rete territoriale al Dm 77.
“La nostra strategia – spiega l’assessore Latronico – si fonda su un binomio inscindibile: l’hardware, ovvero le infrastrutture fisiche, tecnologiche e digitali, e il software, rappresentato dallo straordinario capitale umano e dall’integrazione dei professionisti sanitari. Nel 2025 è stato avviato un rafforzamento del personale sanitario e amministrativo con quasi 800 assunzioni distribuite sull’intero territorio regionale e in tutte le aziende del sistema sanitario lucano, inoltre, per presidiare capillarmente i territori, entro i prossimi sei mesi completeremo l’inserimento di ulteriori 263 Infermieri di Famiglia o Comunità. La tecnologia sarà poi uno strumento fondamentale attraverso la telemedicina e il teleconsulto, che porteranno l’alta specializzazione direttamente nelle case dei lucani”.
La nuova rete è disegnata per intercettare i bisogni di salute della popolazione attraverso tre livelli di complessità assistenziale che si articolano in: ‘senza patologie croniche’, ‘cronicità semplice’ e ‘Cronicità complessa’.
La rete infrastrutturale si sviluppa su un modello organizzativo di tipo Hub e Spoke. Il fulcro strategico e la Porta unica di accesso (PUA) ai servizi sociosanitari, sono rappresentati dalle Case della Comunità. Sul territorio sono previste 6 Case della Comunità Hub con funzioni di governance clinica e 13 Case della Comunità Spoke.
“La Casa della Comunità – precisa Latronico – non è un semplice insieme di ambulatori, ma una struttura unitaria finalizzata alla presa in carico globale della persona. Nessuna struttura esistente viene chiusa. Lo dimostra il fatto che, grazie a una ridistribuzione improntata alla prossimità, nell’80 per cento dei casi gli spostamenti della specialistica ambulatoriale avverranno all’interno dello stesso comune”.
La rete si completa con i 5 Ospedali di Comunità per ricoveri brevi e cure a bassa intensità e con le 6 Centrali Operative Territoriali (COT), nodi di regia già attivati e incaricati di coordinare i flussi informativi e le transizioni di cura. Il “cervello” clinico sul territorio è rappresentato dalle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) su bacini di 30.000 assistiti, che trovano il loro braccio operativo nelle Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP) allocate negli Hub.
Il piano introduce strumenti di continuità assistenziale radicalmente innovativi. La prima grande novità è il numero unico europeo 116-117, che diventerà il punto centrale di accesso unificato per tutte le chiamate e le richieste sanitarie territoriali non urgenti, con l’obiettivo fondamentale di sgravare i Pronto Soccorso ospedalieri. La seconda novità, di forte impatto per le aree interne, è l’introduzione di 10 Ambulatori Mobili per distretto. “Si tratta di unità attrezzate – evidenzia l’assessore – che si sposteranno su indicazione della COT nelle zone rurali e montane, come nell’area del Pollino, per erogare prestazioni, screening, prevenzione e telemedicina. Saranno i servizi e i medici a spostarsi, non le persone, riducendo drasticamente i disagi legati alla mobilità”.
Con l’attivazione delle COT e delle AFT la prima fase è già completata. La prossima settimana rappresenterà lo snodo decisivo per la sanità lucana con l’attivazione ufficiale del numero unico 116-117 e di tutte le strutture.
Le fasi successive vedranno, entro fine giugno, la prima revisione del modello applicato alla specialistica e ai PAT, ed entro fine anno l’integrazione con la Salute Mentale, la Prevenzione, il consolidamento della Farmacia dei Servizi e le sinergie con il Terzo Settore.
“Questo nuovo sistema – conclude l’assessore – è una macchina complessa che si sta avviando e che perfezioneremo giorno dopo giorno attraverso il metodo del confronto e del dialogo positivo. In questi giorni stiamo portando avanti incontri proficui e costruttivi con tutti i sindaci della Basilicata. Ridisegnare le risorse in campo richiede la massima collaborazione istituzionale, perché l’obiettivo prioritario, comune e assoluto resta solo uno: il benessere, la sicurezza e la salute di tutti i cittadini lucani”.



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